Sotto accusa i cantieri per l’America’s Cup: esposto in Procura

I cantieri per l’America’s Cup 2027 finiscono sotto accusa: gli attivisti di Villa Medusa denunciano rischi per la salute, sprechi milionari e procedure opache, e preparano un esposto alla Procura di Napoli.

Dalla storica palazzina sul lungomare tra Bagnoli e Pozzuoli oggi autogestita, si intravede il pontile centrale in demolizione e la colmata in fase di capping, ovvero l’isolamento degli strati inquinanti per preparare hangar, magazzini e il Cup Village.

Secondo gli attivisti, i lavori movimentano sostanze pericolose nei fondali senza adeguate precauzioni e utilizzano 152 milioni di euro esclusivamente per infrastrutture legate alla regata, denaro che sarebbe servito per finanziare una reale bonifica. Criticano inoltre le procedure amministrative, opache e caratterizzate da numerose varianti agli atti già approvati.

Nella denuncia si citano consulenze di esperti, tra cui il geologo Galli, che segnala concentrazioni elevate di idrocarburi policiclici aromatici nell’area antistante l’ex impianto Italsider, e l’architetto e docente Benedetto De Vivo, che sottolinea i rischi legati alla procedura scelta per intervenire sulla colmata.

Gli attivisti ricordano anche i dubbi espressi dall’ex presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, sull’affidamento dei lavori al raggruppamento Deme, vincitore dell’appalto nel 2014 per la rimozione parziale della colmata e la bonifica dei fondali.

Chiedono un intervento tempestivo della Procura, paventando un danno irreversibile alla salute di cittadini e lavoratori e denunciando la realizzazione del progetto finalizzato esclusivamente a rendere i luoghi adeguati alla gara.