di Alessandra Martino
Un’altra notte di proiettili nel cuore della città. Un’altra segnalazione, un altro palazzo colpito, un’altra porta che si apre alle due del mattino con i residenti che corrono giù per le scale senza capire cosa stia accadendo.
Questa volta succede in vico Limoncello, a cinquanta metri dalle sedi universitarie e nel cuore della Napoli giovane, quella che studia, affitta stanze, cerca un futuro. Ma la cronaca racconta altro: almeno quattro colpi d’arma da fuoco esplosi nell’androne del civico 5.
È solo l’ennesimo episodio in una città dove – secondo dati investigativi degli ultimi mesi – le stese e gli spari intimidatori tornano a crescere, con una mappa che si espande dal centro alle periferie, passando per zone densamente abitate da studenti.
I carabinieri sono arrivati immediatamente sul posto. Nell’androne sono stati trovati i segni dei proiettili e diversi bossoli. Nessun ferito, ma un dato che preoccupa gli investigatori: uno dei colpi ha raggiunto l’appartamento del primo piano, penetrando dalla finestra della stanza di una studentessa.
Gli investigatori non escludono alcuna pista: stesa, avvertimento, regolamento di conti. Ma ciò che inquieta è il quadro generale.
Negli ultimi mesi, segnalano fonti investigative, Napoli ha registrato una lunga serie di episodi con colpi sparati nel vuoto, senza bersagli dichiarati, ma sempre in strade abitate, spesso simboliche, mai marginali.
I carabinieri stanno esaminando i bossoli per risalire alla tipologia d’arma e, soprattutto, per capire se i colpi siano collegabili ad altre sparatorie recenti. Verranno analizzate anche le telecamere dei locali e dei negozi che affacciano sulla zona.
L’obiettivo è stabilire se l’azione fosse mirata o dimostrativa.
In ogni caso, è un segnale.











