Squalificato fino al 2044: l’affaire Folliot e l’indagine sulla rete criminale più aggressiva degli ultimi anni

Vent’anni di stop, migliaia di euro da restituire e 27 violazioni accertate: il caso Quentin Folliot non è un semplice scandalo, ma il punto più alto di un problema che il tennis combatte da vent’anni. Dai clan dell’Est ai network digitali, fino ai casi italiani: ecco perché questa sentenza segna uno spartiacque.

La sentenza più lunga di sempre: un’eternità fuori dal tennis

Il verdetto è di quelli che restano nella storia: 20 anni di squalifica, fino al 16 maggio 2044.
Per Quentin Folliot, 26 anni, numero 488 del ranking, la carriera finisce prima ancora di compiersi davvero.

L’ITIA gli ha inflitto:

  • 20 anni di squalifica

  • 70.000 dollari di multa

  • 44.000 dollari da restituire, considerati guadagni illeciti

  • Divieto totale di partecipare o anche solo essere presente a qualsiasi evento ATP, WTA, ITF, Slams, federazioni nazionali

Un castigo totale, senza precedenti per durata e gravità.


Il cuore dell’inchiesta: Folliot come “regista” di una rete di combine

Nelle carte dell’ITIA, Folliot non è un giocatore che si è lasciato tentare:
è un ingranaggio centrale, un “reclutatore”, un intermediario attivo per conto di un’organizzazione specializzata nel truccare partite nei circuiti minori, dove i controlli sono più difficili e i premi più bassi.

Le violazioni contestate sono 27: un numero che parla da solo.

Tra le accuse:

  • combine sull’esito dei match

  • accettazione di denaro per “non impegnarsi”

  • pagamento ad altri giocatori per truccare incontri

  • trasferimento di informazioni riservate

  • cospirazione con gruppi criminali

  • distruzione di prove

  • mancata collaborazione con gli investigatori

Di 11 match analizzati, 10 presentano manipolazioni secondo l’ITIA. Solo un doppio del gennaio 2024 è stato archiviato.


La rete: cinque giocatori già squalificati prima di lui

Folliot non è solo.
La sua caduta è l’ultimo tassello di un’inchiesta più ampia, che ha già travolto:

  • Jaimee Floyd-Angele

  • Paul Valsecchi

  • Luc Fomba

  • Lucas Bouquet

  • Enzo Rimoli

Un gruppo internazionale, collegato secondo gli investigatori a canali criminali dell’Est Europa e piattaforme illegali di betting asiatico.


Un problema antico: il tennis come terreno ideale per la corruzione

Il tennis è uno sport individuale, con tornei ogni settimana, premi estremamente variabili e circuiti minori dove si gioca per pochi euro.
Da vent’anni è il paradiso delle combine: bastano un messaggio, un doppio fallo, un game ceduto.

E questa sentenza è il simbolo di un sistema criminale che ha imparato a infiltrarsi nelle serie minori e nei tornei Futures e Challenger, dove i montepremi sono bassi e la tentazione alta.


I GRANDI SCANDALI DEL TENNIS: I PRECEDENTI CHE HANNO FATTO SCUOLA

♠ 2007 – Il caso Davydenko: il terremoto che cambiò tutto

Una partita di Sopot tra Davydenko e Vassallo Argüello vide milioni di euro scommessi su un suo ritiro. Nessuna prova definitiva, ma fu l’inizio della moderna lotta anticorruzione.

♠ 2016 – L’inchiesta BBC/BuzzFeed: “Il tennis conosce i corruttori e non li ferma”

Un dossier clamoroso: nomi di top 50 sospettati, match sospetti perfino a Wimbledon. Mai smentito realmente.

♠ 2020 – La stangata a Joao Souza: squalifica a vita

Il brasiliano, ex n°69, riceve il ban più pesante di sempre: squalifica a vita per combines multiple.

♠ 2023 – Kamil Majchrzak: 13 anni di stop

Polacco emergente, colpito per manipolazione ma anche per ostruzione nelle indagini.

♠ I casi italiani

Nel corso degli anni colpiti anche:

  • Daniele Bracciali (poi assolto penalmente)

  • Potito Starace

  • Più recentemente alcuni giovani emergenti squalificati dai Futures


Perché il caso Folliot è diverso: la sentenza “manifesto” dell’ITIA

L’agenzia anticorruzione ha voluto mandare un messaggio globale:

punire non solo chi accetta, ma chi organizza
✔ colpire i network, non i singoli
✔ proteggere i giovani dei circuiti minori, bersagli facili
✔ ripulire i tornei Futures e Challenger, epicentro vero del fenomeno

La durata della squalifica – vent’anni – segnala qualcosa di chiaro:
qui non si tratta di una devianza individuale, ma di una battaglia contro un sistema parallelo.


Il paradosso finale: Folliot era sospeso da un anno, ma continuava a essere citato dalle agenzie di betting

Dal 17 maggio 2024 era già sospeso in via cautelare.
Eppure alcuni match precedenti continuavano a circolare nelle piattaforme di scommesse.
Un cortocircuito che mostra quanto sia difficile fermare davvero il fenomeno quando il danno è già stato fatto.


Conclusione: la squalifica più lunga di sempre è un monito

E racconta che la battaglia è appena cominciata

La sensazione è che il caso Folliot non sia un episodio isolato, ma l’apertura di un nuovo capitolo.
Sotto la superficie del tennis professionistico scorre un sistema che da anni alimenta guadagni illeciti, spostamenti di quote, micro-manipolazioni invisibili.

La sentenza del 2044 è un messaggio planetario:
chi prova a manipolare il tennis pagherà il prezzo più alto.

Ma la domanda resta:
quanti altri casi come quello di Folliot sono ancora nascosti nei circuiti minori?