StraScontrone, la corsa che sfida la montagna: Campitelli e Palomba firmano una gara da ricordare

Dodici chilometri e mezzo tra discesa, sterrato e salita finale: la XXII edizione della Strascontrone conferma la sua identità tecnica e regala al Corrimolise Intersport una delle tappe più suggestive della stagione. Successi per Domenico Campitelli e Francesca Palomba

La XXII StraScontrone, dodicesima tappa del Corrimolise Intersport 2026, ha confermato ancora una volta tutto il suo fascino. Dodici chilometri e mezzo, 225 metri di dislivello positivo e un percorso costruito per non concedere tregua: discesa, asfalto, centro storico, sterrato e, quando la fatica sembra già essersi presa tutto, tre chilometri finali di salita verso il traguardo.

A interpretarlo nel modo migliore è stato Domenico Campitelli, capace di fermare il cronometro a 43’10”, con una media di 3’27” al chilometro. Alle sue spalle Gabriele Colantonio, secondo in 44’38”, e Boullaf Said, terzo in 45’35”.

Tra le donne ha invece imposto il proprio ritmo Francesca Palomba, vincitrice in 52’48”, davanti a Ilaria Tersigni, 54’24”, e Filomena Palomba, 55’47”.

Una gara che cambia continuamente volto

È proprio la struttura del percorso a rendere la Strascontrone una prova diversa dalle altre. Si parte dai 1.038 metri di Scontrone, si scende verso Alfedena, si attraversa il borgo storico e poi il tracciato si distende nel tratto sterrato verso Villa Scontrone. Ma la tregua dura poco: negli ultimi tre chilometri la strada torna a salire e obbliga gli atleti a fare i conti con le energie rimaste.

Una gara nella quale la velocità da sola non basta. Servono capacità di lettura, gestione dello sforzo e soprattutto la forza per rilanciare quando le gambe cominciano a presentare il conto.

Campitelli ha trovato il giusto equilibrio tra tutte queste componenti. Il portacolori della Mistercamp Castelfrentano ha preceduto Colantonio della Podistica Vasto di 1’27”, mentre Said, della Tifata Runners, ha completato il podio.

Palomba, una vittoria senza discussioni

Al femminile, Francesca Palomba ha imposto un ritmo altrettanto efficace. L’atleta della Caivano Runners ha chiuso in 52’48”, precedendo Tersigni e la compagna di squadra Filomena Palomba.

Una doppietta che conferma la qualità del gruppo campano e arricchisce una giornata nella quale la componente agonistica ha trovato un equilibrio perfetto con quella ambientale.

Scontrone corre dentro il suo territorio

Perché qui la montagna non fa da semplice sfondo. È parte della gara.

Scontrone, Alfedena, la valle del Sangro e Villa Scontrone entrano direttamente nella prova, accompagnando gli atleti attraverso paesaggi e condizioni di corsa continuamente differenti. Il percorso racconta il territorio proprio attraverso la fatica: prima la perdita di quota, poi la ricerca del ritmo, infine il ritorno verso l’alto.

Sono stati 140 gli iscritti, con 116 atleti classificati. Numeri che acquistano un significato particolare considerando la dimensione del paese e la sua posizione, lontana dai grandi centri e a oltre mille metri di altitudine.

Una gara nata dalla memoria

La Strascontrone è anche il II Memorial Sergio D’Onofrio, e dietro la competizione c’è una storia che va oltre lo sport.

La manifestazione ricorda Sergio D’Onofrio e coinvolge nell’organizzazione il figlio Daniele D’Onofrio, atleta di alto livello originario proprio di Scontrone e fino a pochi mesi fa in forza alla Polizia di Stato.

È una memoria che trova nella corsa una forma concreta per continuare a vivere, intrecciandosi con quella di un paese che ha scelto di raccogliersi intorno alla propria gara.

«Una scommessa vinta»

È la definizione utilizzata da Massimo Terracciano, presidente dell’Atletica Venafro, per descrivere il significato della manifestazione. E forse è proprio questa la fotografia più autentica della Strascontrone.

Perché organizzare una gara in un piccolo centro di montagna, costruendo una macchina capace di garantire assistenza medica, ristori, Protezione civile e servizi agli atleti, è già una sfida. Farlo riuscendo a coinvolgere un’intera comunità significa trasformare quella sfida in qualcosa di più.

La Strascontrone ha dimostrato che una manifestazione non vive soltanto dei suoi numeri. Vive dell’energia con cui un territorio decide di accoglierla.

E così la dodicesima tappa del Corrimolise Intersport, per la prima volta oltre i confini regionali, ha lasciato il segno. Campitelli e Palomba hanno messo la firma sul risultato sportivo, ma il successo più bello è quello di una corsa capace di trasformare un piccolo paese dell’Appennino in un grande palcoscenico per la passione, la memoria e lo sport.