Cicloturismo, storia e mobilità sostenibile nell’evento che ha chiuso l’Appia Week tra Monte San Biagio e Minturno
Pedalare lungo la storia, attraversare paesaggi millenari e riscoprire il territorio con il ritmo lento delle due ruote. È la formula vincente che ha accompagnato la prima edizione de “La Marittima – Edizione Regina Viarum”, l’evento cicloturistico che ha chiuso l’Appia Week trasformando l’antica Via Appia in un grande itinerario esperienziale tra sport, cultura e valorizzazione del patrimonio locale.
L’iniziativa, ideata e organizzata dall’associazione di volontariato Co.S.Mo.S. in collaborazione con Aurunci Cycling Team, ha coinvolto decine di appassionati lungo il tratto meridionale della Regina Viarum, da Monte San Biagio fino a Minturno, offrendo un viaggio immersivo nel cuore della storia e delle bellezze della provincia di Latina.
Un percorso tra natura e memoria
Non una semplice pedalata, ma un’esperienza costruita per raccontare il territorio attraverso i suoi luoghi simbolo. La partenza è avvenuta presso la storica Portella Borbonica di Monte San Biagio, antico punto di confine tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie, luogo che ancora oggi conserva il fascino delle grandi vicende che hanno attraversato la Via Appia.
Da lì il gruppo ha percorso strade e paesaggi che da secoli accompagnano viaggiatori, eserciti e pellegrini, seguendo il tracciato di quella che viene considerata una delle opere infrastrutturali più importanti della storia antica.
Quando il teatro incontra la bicicletta
A rendere ancora più coinvolgente l’esperienza sono stati gli intermezzi culturali e le visite teatralizzate curate dall’attrice Valentina Treglia.
I partecipanti hanno incontrato dapprima la brigantessa Fumina Malocore, figura evocativa della tradizione popolare del territorio, e successivamente, nello straordinario scenario del Teatro Romano di Minturno, la matrona Lucilla Apicata, protagonista di un racconto capace di riportare il pubblico indietro nel tempo fino all’epoca dell’antica Roma.
Momenti particolarmente apprezzati che hanno trasformato il percorso sportivo in un autentico viaggio nella memoria collettiva.
Il valore dell’accoglienza
Determinante per la riuscita dell’evento è stata la rete di collaborazioni costruita attorno all’iniziativa.
Dal supporto del Monte San Biagio Bike Hub all’accoglienza garantita dal B&B “Il Fiore in una Stanza” di Simona Larocca, insieme a Silvia Ialongo e all’azienda olearia Silvae, che hanno rifocillato i partecipanti dopo la salita tra Fondi e Itri, uno dei tratti più impegnativi del percorso.
La conclusione della giornata è stata invece affidata all’Albergo Ristorante Teatro Romano di Minturno, che ha accolto ciclisti e organizzatori con uno dei simboli della tradizione gastronomica laziale: l’amatriciana.
La formula vincente del treno più bici
Tra gli aspetti più interessanti dell’iniziativa emerge il successo della formula intermodale treno-bicicletta, scelta dalla quasi totalità dei partecipanti per raggiungere il punto di partenza.
Una soluzione che ha dimostrato concretamente come mobilità sostenibile e turismo lento possano integrarsi efficacemente, favorendo una fruizione del territorio rispettosa dell’ambiente e perfettamente compatibile con le esigenze dei cicloturisti.
Una scommessa già vinta
La risposta dei partecipanti è andata oltre le aspettative degli organizzatori. L’entusiasmo raccolto lungo il percorso e l’apprezzamento per il connubio tra attività sportiva, storia e valorizzazione culturale rappresentano il miglior biglietto da visita per il futuro.
“La Marittima – Edizione Regina Viarum” nasce con l’ambizione di diventare un appuntamento stabile nel panorama del cicloturismo del Centro Italia. Le premesse ci sono tutte: un patrimonio storico unico al mondo, paesaggi di straordinaria bellezza e una rete di operatori capaci di fare squadra.
La sensazione, al termine della prima edizione, è che lungo l’antica strada che univa Roma a Brindisi sia iniziato un nuovo viaggio. Questa volta sulle due ruote, con lo sguardo rivolto al futuro e le radici ben salde nella storia.












