Tirocini congelati, esplode la protesta: cosa sta succedendo a Napoli

Doveva essere un’occasione di riscatto per oltre mille disoccupati storici di Napoli. Oggi, invece, è diventato un caso politico e amministrativo che continua ad alimentare tensioni, mentre le proteste in città non accennano a fermarsi.

Il fulcro della vicenda è il progetto “Disoccupati e Inoccupati di Lunga Durata Napoli”, nato dalla collaborazione tra Ministero del Lavoro, Comune, Città Metropolitana e, successivamente, Regione Campania. Un piano finanziato con fondi europei che prevedeva dodici mesi di tirocinio, un’indennità mensile di 600 euro e la possibilità di acquisire competenze utili per un futuro inserimento nel mondo del lavoro.

Il lungo percorso e le procedure

Per arrivare a quel traguardo, i candidati hanno affrontato un lungo percorso. Prima il click day, poi la verifica dei requisiti, la selezione, le visite mediche, la firma dei contratti e, per molti, anche l’inizio delle attività. Circa cinquecento tirocinanti erano già operativi, mentre gli altri erano pronti a partire.

Poi, all’inizio di luglio, il progetto si è fermato

Sviluppo Lavoro Italia, la società pubblica incaricata della gestione, ha disposto la sospensione cautelativa dell’intero programma dopo la segnalazione di presunte anomalie amministrative e procedurali. Una decisione che ha congelato sia i tirocini già avviati sia quelli ancora in attesa di partire, interrompendo anche il pagamento delle indennità.

Da quel momento la protesta è diventata quotidiana

I disoccupati chiedono che i corsi riprendano subito e che gli eventuali controlli vengano svolti senza penalizzare chi, dopo anni di attesa, aveva finalmente ottenuto un’opportunità concreta.

La posizione del cardinale Battaglia

Sulla vicenda è intervenuto anche il cardinale di Napoli, don Mimmo Battaglia. In una lettera inviata al sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha parlato delle storie che si nascondono dietro quei numeri, ricordando che ogni tirocinante rappresenta una famiglia che aveva visto in quel progetto una possibilità di costruire un futuro diverso.

La risposta del Ministero, però, non cambia la linea

Durigon ribadisce di aver sostenuto il progetto fin dall’inizio, ma precisa che lo stop non nasce da una scelta politica. Le verifiche, spiega, sono state avviate dopo la segnalazione di rilevanti anomalie amministrative e procedurali e dovranno essere completate prima di qualsiasi decisione. Solo se le criticità saranno chiarite il progetto potrà ripartire. In caso contrario, gli atti verranno trasmessi alle autorità competenti.