Tra Lillehammer e Sarajevo, tra record e silenzi: perché Milano-Cortina può diventare l’Olimpiade più importante della storia azzurra

di Silver Mele

Dalle vette leggendarie di Lillehammer ’94 alle edizioni più povere di medaglie, la storia dell’Italia ai Giochi invernali è fatta di picchi e cadute. A Milano-Cortina, per la prima volta, ambizione, talento e fattore campo si incontrano davvero: 20 medaglie non sono un’utopia, ma una possibilità concreta.


La memoria come misura dell’ambizione

Ogni Olimpiade italiana, invernale o estiva, nasce con un confronto inevitabile: quello con il passato.
Per Milano-Cortina 2026 il termine di paragone è chiaro, quasi ingombrante: Lillehammer 1994, l’edizione dei record, venti medaglie azzurre in un programma che contava appena 61 gare. Un’anomalia felice, mai più replicata.

Da allora, l’Italia ha vissuto Olimpiadi luminose e altre decisamente opache. Sarajevo 1984, senza ori. Nagano 1998, con aspettative alte e risultati deludenti. E poi Torino 2006, l’Olimpiade di casa che restituì orgoglio e visibilità, senza però eguagliare il bottino norvegese.

Milano-Cortina si inserisce in questo solco: non come semplice evento, ma come resa dei conti con la propria storia.


Un’Olimpiade diversa da tutte le altre

La prima differenza è numerica: 116 gare, quasi il doppio di Lillehammer.
Questo non garantisce più medaglie, ma moltiplica le opportunità. E l’Italia, oggi, arriva con una profondità mai avuta prima.

Non una squadra dipendente da una sola stella, come ai tempi di Tomba o Belmondo.
Ma una spedizione trasversale, capace di competere in discipline tradizionali e nuove.

È qui che nasce l’idea — audace ma fondata — delle 20 medaglie.


Sci alpino: le piste amiche

Bormio e Cortina non sono solo sedi olimpiche: sono territori familiari.
Dominik Paris sulla Stelvio e Sofia Goggia sull’Olimpia delle Tofane non arrivano da ospiti, ma da dominatori storici.

In una disciplina dove la differenza spesso la fa la conoscenza del tracciato, l’Italia parte con un vantaggio reale. Non teorico.


Ghiaccio e scorrimento: il cuore del progetto

Lo short track resta una certezza, con Arianna Fontana a caccia dell’ennesimo capitolo di una carriera irripetibile e un gruppo che ha imparato a vincere anche senza di lei.

Nel pattinaggio di velocità su pista lunga, Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Francesca Lollobrigida rappresentano una solidità costruita nel tempo, non un exploit isolato.

Qui le medaglie non sono sogni: sono obiettivi tecnici.


Nuove discipline, nuove strade

Livigno, con snowboard e freestyle, è la cartina tornasole del cambiamento.
Michela Moioli, Roland Fischnaller, Flora Tabanelli: età, stili e storie diverse, ma un denominatore comune — competitività mondiale.

Lo sci alpinismo, all’esordio olimpico, offre un’occasione storica.
Non capita spesso di inaugurare una disciplina con atleti già pronti a salire sul podio.


Anterselva, Cortina, le ultime danze

Il biathlon porta con sé il peso emotivo dell’ultima Olimpiade di Dorothea Wierer, accanto alla solidità di Lisa Vittozzi e alla crescita definitiva di Tommaso Giacomel.

Nel curling, i campioni olimpici Constantini-Mosaner non difendono solo un titolo: difendono la prova che anche l’Italia può eccellere dove non era mai stata considerata.

E nel fondo, Federico Pellegrino cerca l’ultima medaglia, quella che chiude un’epoca.


Dove può nascere il record

Venti medaglie non arriveranno da un solo sport.
Arriveranno — se arriveranno — dalla somma delle staffette, dei doppi misti, delle squadre. Dalla continuità, non dal colpo isolato.

È qui che Milano-Cortina può superare Lillehammer: non per nostalgia, ma per struttura.


La verità finale

L’Italia ha conosciuto Olimpiadi povere e Olimpiadi leggendarie.
Ha vissuto il silenzio di Sarajevo e l’euforia di Lillehammer.

Milano-Cortina non promette miracoli.
Promette qualcosa di più raro: coerenza tra ambizione e possibilità.

Se sarà record, lo dirà il medagliere.
Se sarà storica, lo dirà il modo in cui l’Italia avrà saputo crederci.

E questa volta, crederci davvero, non è un atto di fede.