Trent’anni senza Angela Celentano, la famiglia: “Siamo certi che ti riabbracceremo”

Doveva essere una giornata di festa tra i boschi del Monte Faito. Poco dopo le 13, invece, il tempo si fermò.

Angela Celentano aveva tre anni quando scomparve nel nulla durante una gita con la famiglia. Era il 10 agosto 1996.

Da allora sono trascorsi trent’anni. Un tempo lungo, riempito da ricerche, segnalazioni arrivate da Paesi lontani, piste aperte e poi svanite. Ma nella casa di Maria e Catello Celentano la speranza non si è mai spenta.

“Oggi sono trent’anni senza di te, trent’anni in cui la certezza di riabbracciarti non è mai venuta meno”, scrive la famiglia in un messaggio pubblicato sulla pagina Facebook dedicata ad Angela.

Parole che non hanno il tono di una commemorazione. Per i Celentano, Angela non appartiene al passato.

“Non servono date per ricordarti, perché non sei una ricorrenza. Ogni giorno che passa non è che un altro giorno senza di te. Sei ogni giorno nei nostri cuori e nei nostri pensieri”.

Le piste oltre oceano

In questi trent’anni le indagini hanno attraversato continenti e inseguito tracce che sembravano poter finalmente condurre alla verità.

Una delle piste portò in Messico, dopo alcune email inviate da una giovane che si presentava con il nome di Celeste Ruiz e sosteneva di essere Angela. Gli accertamenti fecero però emergere che la ragazza aveva utilizzato una fotografia non sua.

Ci fu poi la pista venezuelana. Anche quella, come le altre, alimentò speranze destinate a infrangersi.

Ogni segnalazione ha costretto la famiglia a vivere lo stesso percorso: l’attesa, la possibilità di una svolta e infine, spesso, una nuova delusione. Nessuna di queste battute d’arresto ha però interrotto le ricerche.

Il mistero dell’isolotto turco

L’ultima pista conduce in Turchia, sull’isola di Büyükada. Tutto nasce dal racconto di una donna che avrebbe confidato a un sacerdote di sapere dove si trovasse Angela.

L’informazione sarebbe rimasta per anni coperta dal segreto della confessione. Dopo la morte del parroco, nel 2009, la vicenda venne riferita alla blogger Vincenza Trentinella, dando origine a quella che oggi viene indicata come la “pista turca”.

Secondo la segnalazione, Angela vivrebbe sull’isola insieme a un uomo che si presenterebbe come suo padre. La giovane, però, non è stata individuata e non è stato quindi possibile effettuare l’esame del Dna richiesto dal legale della famiglia, Luigi Ferrandino. Dal 2025 anche questa pista risulta ferma.

“La speranza sostiene il tempo che passa”

Maria e Catello, insieme alle altre figlie, continuano ad aspettare Angela. La cercano con la stessa determinazione di quel pomeriggio di trent’anni fa, quando una giornata trascorsa tra i boschi si trasformò in un incubo senza fine.

“Potrebbe sembrare follia, ma noi siamo ancora qui a sperare e a credere che prima o poi tutto questo finirà”, scrivono.

Gli anni hanno lasciato il loro peso, ma non hanno cancellato la convinzione che Angela possa tornare.

“Gli anni passano e possono logorare le forze, i pensieri e segnare la pelle, ma mai la speranza. Quella speranza che non fa rumore, che mantiene viva ogni possibilità e sostiene il tempo che passa”.

Il messaggio si chiude con poche parole, le stesse che racchiudono trent’anni di attesa: “A presto Angela. La tua famiglia”.