Tribuck Road & Field Race, la Campania che corre nella foresta: Majidi e Stabile inaugurano la prima edizione

Successo per la gara di Palma Campania, dove 209 runner hanno trasformato la Pineta dei Tribucchi in un grande teatro dello sport. Un percorso tecnico tra asfalto, sterrati e salite che rilancia uno dei polmoni verdi più suggestivi del territorio vesuviano

C’è una Campania che si scopre di corsa

Quando si pensa alla Campania vengono in mente il mare, i borghi della Costiera, il Vesuvio, le grandi città. Esiste però un’altra Campania, meno conosciuta ma non meno affascinante. Una terra di boschi, sentieri e pinete dove il rumore del traffico lascia spazio al vento tra gli alberi e al ritmo dei passi dei runner.

È proprio qui, nella Pineta dei Tribucchi di Palma Campania, che è nata la Tribuck Road & Field Race, una manifestazione destinata ad andare oltre il semplice risultato sportivo per trasformarsi in un racconto del territorio.

Una prima edizione capace di unire agonismo, natura e promozione ambientale, dimostrando come il running possa diventare uno straordinario strumento di valorizzazione delle aree interne della Campania.

Dieci chilometri tra strada, sterrato e natura

Organizzata dall’ASD The Riders Cycling and Trail Running Club con il patrocinio del Comune di Palma Campania e sotto l’egida OPES, la gara ha proposto una formula tanto semplice quanto spettacolare.

Due giri da cinque chilometri, circa trecento metri di dislivello positivo e un percorso in continua trasformazione, capace di alternare asfalto, sterrati, salite, discese e tratti immersi nella macchia mediterranea.

Una prova che ha messo alla prova sia gli specialisti della corsa su strada sia gli appassionati del trail, costretti a cambiare ritmo e interpretazione ad ogni chilometro.

La risposta degli atleti ha confermato la bontà dell’idea: 229 iscritti, 209 classificati, con 178 uomini e 31 donne in rappresentanza di ben 69 società sportive.

Majidi detta il ritmo, Stabile domina tra le donne

Sul piano agonistico la gara maschile ha premiato Abdelillah Majidi della Podistica Pollese, protagonista di una prova condotta con autorevolezza dall’inizio alla fine. Il suo tempo di 40’21” gli ha permesso di precedere Carmine Luce (Atletica Isaura Valle dell’Irno), secondo in 40’40”, mentre il compagno di squadra Guglielmo Di Filippo ha completato il podio in 42’31”.

Tra le donne successo netto per Francesca Stabile dell’Atletica Aversa Centro Santulli, prima al traguardo in 47’59”, davanti a Raffaella Filannino (Daunia Running), seconda in 50’13”, e a Francesca Maniaci (Casale…Si), terza con il tempo di 53’27”.

Nella classifica riservata alle società ha prevalso la Running Saviano, davanti all’Angelo Marathon Club Pomigliano, mentre la Opes-Teglanum Running Palma ha conquistato un significativo terzo posto davanti al pubblico di casa.

Quando il territorio diventa il vero vincitore

Al di là del cronometro, resta l’immagine più autentica della giornata.

Duecento runner che attraversano una delle aree verdi più suggestive del comprensorio vesuviano, accompagnati dal profumo dei pini, dai continui cambi di pendenza e da un tracciato che non concede mai monotonia.

È questo il valore aggiunto della Tribuck Road & Field Race.

Non limitarsi a organizzare una competizione, ma utilizzare lo sport per raccontare un luogo, farlo vivere e renderlo protagonista.

Perché eventi di questo tipo rappresentano molto più di una gara podistica: diventano occasioni di promozione turistica, educazione ambientale e valorizzazione del patrimonio naturalistico campano.

Una prima edizione che guarda già al futuro

Le premesse per trasformare la Tribuck Road & Field Race in un appuntamento fisso del calendario regionale ci sono tutte.

La qualità dell’organizzazione, la risposta dei partecipanti e l’originalità del percorso hanno dimostrato che Palma Campania possiede tutte le caratteristiche per ritagliarsi uno spazio importante nel panorama podistico del Mezzogiorno.

Il cronometro, come sempre, ha emesso i suoi verdetti.

Ma la vittoria più significativa appartiene probabilmente alla Pineta dei Tribucchi, che per un giorno si è trasformata in un palcoscenico naturale dove sport, ambiente e territorio hanno corso nella stessa direzione.