Truffe agli anziani in varie regioni, 7 arresti a Napoli

“Mettiamo paura agli anziani, così facciamo i soldi”. È con questa spietata lucidità che, in alcune conversazioni intercettate, i componenti di una banda criminale spiegavano il meccanismo delle loro truffe. L’obiettivo erano persone tra i 75 e gli 89 anni, contattate telefonicamente e convinte che un parente stretto avesse provocato un incidente stradale grave, spesso con bambini o donne in gravidanza coinvolti. La paura e l’angoscia servivano a costringerle a consegnare denaro e gioielli, spesso custoditi in casa.

Sette gli arresti eseguiti nella mattinata dell’8 gennaio dalla Squadra Mobile di Napoli, su ordinanza del Giudice per le indagini preliminari, su richiesta della settima sezione della Procura partenopea (procuratore Nicola Gratteri, aggiunto Pierpaolo Filippelli). Altre quattro persone sono state sottoposte a obbligo di dimora e a presentazione quotidiana presso il commissariato competente, perché ritenute coinvolte in singoli episodi di truffa.

Le indagini hanno ricostruito nove episodi di truffa realizzati a partire dal dicembre 2024, in diverse città italiane: Napoli, Pistoia, Lucca, Alessandria, Verbania, Pesaro Urbino, Ancona e Lecce. Il gruppo ha accumulato circa 200 mila euro di ricavi illeciti.

La tecnica era consolidata: il truffatore chiamava l’anziano, si qualificava come “maresciallo” e raccontava dell’incidente del parente, sottolineando l’urgenza del risarcimento. La vittima, terrorizzata e sotto pressione, metteva insieme denaro e gioielli. Uno dei membri della banda passava poi a ritirare il contante. Le telefonate erano lunghe e insistenti, spesso superiori a un’ora, e continuavano anche dopo il ritiro del denaro.

Tutti gli indagati devono rispondere del reato di associazione a delinquere finalizzata a truffe in danno di anziani.