di Oscar De Simone
Il primo secolo in azzurro è stato ripercorso dallo scrittore e giornalista Alessandro Iovino. Cento anni di una storia fatta di successi, delusioni, gioie e dolori. Una storia che però, è stata narrata anche dalle prodezze del giocatore più forte di tutti i tempi: Diego Armando Maradona. Tutto questo è “Un secolo azzurro” che inizia il primo Agosto del 1926 e che oggi, dopo 4 scudetti, continua a coinvolgere milioni di tifosi in tutto il mondo. “Qui non parliamo solo delle vicende relative ad una squadra di calcio – afferma lo stesso Iovino – ma di quelle di una intera popolazione. L’amore azzurro è un amore vero che si trasmette da padre in figlio per intere generazioni”. Nel libro, tra l’altro, questo sentimento viene fuori anche attraverso le interviste che sono state realizzate a diversi calciatori che hanno fatto la storia di questa squadra. “Napoli la porti dentro, prosegue Iovino, e questo è successo con tutti i giocatori che hanno vestito questa maglia e che portano la città nel cuore”. A poche settimane di distanza dai festeggiamenti per i primi 100 anni però, la riflessione va a Diego Armando Maradona. Anche dal testo infatti traspare l’importanza, non solo calcistica, che il pibe de oro ha realizzato all’ombra del Vesuvio. Il riscatto di quel popolo che per oltre sessant’anni aveva sempre lottato, finendo alle spalle delle big del nord. Con Maradona tutto cambiò e finalmente il tricolore abbracciò la città. Da quel momento nulla fu come prima e anche gli ultimi due scudetti sembrano essere stati “diretti” dalla sua mano. Quella stessa mano che ha unito indissolubilmente Napoli e l’Argentina. “Io sono stato nella terra di Diego, conclude Iovino, e anche lì tutti sono consapevoli di ciò che è stato capace di fare nella nostra città”












