Vacanze a rate, il paradosso dell’estate: 225 milioni di euro per partire e pagare dopo

Le ferie diventano un debito da restituire. Nei primi sei mesi del 2026 gli italiani hanno finanziato viaggi e soggiorni per circa 225 milioni di euro. E c’è chi spalma il costo di una settimana di vacanza in 50 rate

La valigia si prepara ad agosto, ma il conto può arrivare fino al 2030.

È questo il paradosso delle vacanze italiane del 2026: pur di partire, una parte degli italiani è disposta a indebitarsi. Hotel, voli, trasporti e soggiorni sempre più costosi non vengono più necessariamente pagati tutti insieme. Si ricorre al prestito personale, oppure alle nuove formule del Buy Now, Pay Later, per trasformare una spesa pesante nell’immediato in una rata apparentemente più leggera.

Secondo i dati elaborati da Facile.it e aggiornati al 30 giugno, nei primi sei mesi dell’anno sono stati erogati circa 225 milioni di euro di finanziamenti destinati a viaggi e vacanze. Il fenomeno resta minoritario, ma il dato racconta una trasformazione significativa: la quota dei prestiti personali richiesti per finanziare ferie e viaggi è aumentata del 32% rispetto al 2019, prima della pandemia.

La vacanza che continua quando sei già tornato

La cifra media richiesta da chi ha scelto il finanziamento è di 5.239 euro, restituiti mediamente in 50 rate da circa 128 euro.

Tradotto: una settimana di vacanza può trasformarsi in oltre quattro anni di pagamenti.

È il dettaglio più emblematico di questa fotografia. Il mare finisce, l’aereo torna a casa, le fotografie restano sul telefono, ma la rata continua ad arrivare ogni mese.

E proprio qui emerge il vero paradosso: la vacanza nasce per concedersi una pausa dalla quotidianità e rischia invece di diventare un impegno finanziario che si trascina nella quotidianità per anni.

Oltre 25 milioni in partenza

La voglia di viaggiare, comunque, rimane fortissima.

Secondo l’indagine realizzata da EMG per Facile.it, nell’estate 2026 saranno oltre 25 milioni gli italiani a concedersi almeno una vacanza. Ma partire costa sempre di più: considerando soltanto trasporto e alloggio, la spesa media prevista è di 939 euro a persona.

Per una famiglia, naturalmente, il conto sale rapidamente. E quando alla vacanza si aggiungono ristoranti, spiagge, carburante, escursioni e tutto ciò che accompagna un soggiorno, il budget può diventare difficile da sostenere in un’unica soluzione.

Così entra in scena il credito.

Il boom del “compra ora, paga dopo”

Accanto ai prestiti tradizionali c’è poi il Buy Now, Pay Later, il sistema che permette di acquistare subito e rinviare il pagamento, spesso dividendolo in tre rate.

Secondo una ricerca di Confcooperative, circa due italiani su dieci avrebbero utilizzato questa formula per finanziare le proprie ferie.

Il meccanismo è semplice e psicologicamente efficace: invece di vedere davanti agli occhi una spesa importante, si vede una piccola rata. Il problema è che la somma delle piccole rate può diventare molto meno piccola di quanto sembri.

Una settimana costa 2.750 euro

Il dato che forse spiega meglio tutto è quello relativo alla spesa media di una famiglia per una settimana di vacanza: 2.750 euro, considerando pernottamento e colazione.

Rispetto al 2025 significa un aumento del 15%.

A questo punto il ricorso al credito appare meno sorprendente. Ma proprio qui occorre fermarsi un momento: finanziare una spesa necessaria può avere una logica; finanziare una vacanza, invece, significa anticipare oggi un piacere che continueremo a pagare quando sarà già diventato un ricordo.

Non è necessariamente un errore. Ma è una scelta che va pesata bene, perché il prezzo reale della vacanza non è soltanto quello scritto sul preventivo: sono anche gli interessi, le rate e l’impegno che rimane dopo il rientro.

E 8,9 milioni restano a casa

Poi c’è l’altra faccia dell’estate.

Sono circa 8,9 milioni gli italiani che quest’anno non partiranno. Per più della metà di loro, la ragione principale è economica.

Ed è forse questo il dato che più di tutti restituisce la fotografia del Paese: c’è chi chiede un prestito pur di andare in vacanza e chi, semplicemente, non può permettersela.

Da una parte la voglia di non rinunciare alle ferie, dall’altra bilanci familiari che non riescono più a sostenerne il costo.

La vacanza a rate, allora, non è soltanto una curiosità dell’estate 2026. È il segnale di una contraddizione molto più profonda: gli italiani vogliono continuare a vivere, viaggiare e concedersi una settimana di libertà, ma per una parte crescente di loro farlo significa spostare il conto nel futuro.

E il futuro, prima o poi, presenta sempre il conto.