di Silver Mele
Il mondo torna dove la mountain bike è diventata leggenda
Dal 26 al 30 agosto il Trentino ospiterà per la quarta volta, dopo il 2008, il 2016 e il 2021, i Campionati del Mondo UCI di Mountain Bike. Nessun altro territorio europeo è riuscito, in un arco temporale così ristretto, a trasformarsi con questa continuità nella capitale mondiale della disciplina.
Non è soltanto una questione organizzativa.
È il riconoscimento internazionale di un’identità costruita nel tempo, dove sentieri, montagne e cultura sportiva hanno finito per fondersi fino a creare uno dei palcoscenici più iconici del ciclismo off-road.
Per cinque giorni gli occhi del mondo saranno puntati su Daolasa di Commezzadura.
La montagna dove si scrive la storia
Diciassette maglie iridate.
Cinque discipline.
Migliaia di atleti, tecnici e appassionati provenienti da ogni continente.
Il programma dei Campionati del Mondo 2026 attraversa l’intero universo della mountain bike: Cross Country Olimpico, Short Track, Team Relay, Downhill ed E-Mountain Bike.
Ma c’è un elemento che rende questa edizione ancora più affascinante.
L’attesissimo ritorno di Mathieu Van der Poel.
L’olandese non corre in Val di Sole dal 2019, quando dominò il Cross Country davanti a Mathias Flückiger e a un certo Nino Schurter, conquistando una delle vittorie più spettacolari della sua carriera.
Oggi torna da campione consacrato, dopo aver infiammato il Tour de France.
Ad attenderlo ci sarà ancora una volta Tom Pidcock.
Due fuoriclasse capaci di passare dalla strada al fuoristrada con una naturalezza che appartiene soltanto ai grandi interpreti della multidisciplina.
Ogni loro sfida è molto più di una gara.
È uno spettacolo.
La Black Snake, il giudice che non perdona nessuno
Esistono piste.
E poi esistono luoghi che fanno parte dell’immaginario collettivo.
La Black Snake è uno di questi.
Considerata da anni uno dei tracciati di Downhill più difficili e spettacolari del pianeta, continua ad esercitare sul mondo della mountain bike un fascino quasi magnetico.
Qui il cronometro non basta.
Servono coraggio, precisione, lettura del terreno e capacità di convivere con il rischio.
Chi vince sulla Black Snake conquista qualcosa che va oltre una medaglia.
Conquista rispetto.
L’Italia sogna davanti al proprio pubblico
Le speranze azzurre attraversano praticamente tutta la settimana iridata.
Il primo grande appuntamento sarà il Team Relay, dove l’Italia proverà a migliorare l’argento conquistato nel 2025.
Poi toccherà a Valentina Corvi, tra le grandi favorite sia nello Short Track Under 23 sia nel Cross Country Olimpico.
Nel Downhill gli occhi saranno puntati su Gloria Scarsi, Veronika Widmann, Eleonora Farina e Christian Hauser.
Nel Cross Country Elite le carte migliori si chiamano Martina Berta, Simone Avondetto e Luca Braidot.
Ma la concorrenza sarà quella delle grandi occasioni.
Laura Stigger.
Jenny Rissveds.
Puck Pieterse.
Alan Hatherly.
Christopher Blevins.
Adrien Boichis.
Mathis Azzaro.
Un autentico campionato del mondo nel senso più pieno dell’espressione.
Un Mondiale che guarda già al 2031
La settimana iridata rappresenta molto più di un appuntamento agonistico.
È anche una tappa fondamentale del percorso che accompagnerà il Trentino verso il Super Mondiale UCI del 2031.
Per questo motivo la sostenibilità è diventata parte integrante dell’organizzazione.
Il pubblico potrà raggiungere Daolasa utilizzando il potenziamento della ferrovia Trento-Malé-Mezzana, con la stazione praticamente all’ingresso del campo gara.
L’energia sarà interamente prodotta da fonti rinnovabili.
L’acqua verrà distribuita gratuitamente attraverso fontane pubbliche per eliminare l’utilizzo della plastica monouso.
Accanto allo sport, anche un progetto di riforestazione destinato a restituire nuova vita alle aree boschive colpite dagli schianti degli ultimi anni.
Molto più di un Mondiale
Durante la presentazione ufficiale a Trento è emersa una convinzione condivisa da istituzioni, organizzatori e Federazione.
La Val di Sole non ospita semplicemente una manifestazione.
Ha costruito un modello.
Negli anni la mountain bike è diventata un linguaggio comune, un motore turistico, un patrimonio culturale e uno strumento di promozione internazionale.
È il motivo per cui il mondo continua a tornare qui.
Perché certi luoghi non vengono scelti soltanto per la qualità dei percorsi.
Vengono scelti perché riescono a trasformare una gara in un’esperienza.
E oggi, nel panorama mondiale della mountain bike, pochi posti sanno farlo come la Val di Sole.















