Piazza Vanvitelli, il Parco Mascagna, piazza Muzii, piazza Immacolata e alcune zone del Rione Alto.
Sono questi i luoghi del Vomero che potrebbero entrare nella mappa delle nuove “zone rosse”, con controlli più serrati e la possibilità di adottare provvedimenti di allontanamento o divieto di accesso nei confronti di persone considerate moleste o pericolose.
A fare il punto è la presidente della V Municipalità, Clementina Cozzolino, in un’intervista pubblicata dal Corriere del Mezzogiorno. Il dossier sulle aree più delicate del quartiere è in fase di preparazione e dovrebbe arrivare sul tavolo del prefetto già la prossima
Le aree sotto osservazione
La lista non è ancora definitiva, ma tra le zone indicate ci sono alcuni dei punti più frequentati del Vomero. Piazza Vanvitelli, il Parco Mascagni, piazza Muzii e piazza Immacolata sono tra le aree prese in considerazione, insieme ad altri luoghi del Rione Alto.
La scelta dovrà essere definita dopo il confronto con la prefettura, l’assessorato alla Sicurezza, le associazioni e i residenti. L’obiettivo è intervenire soprattutto nelle zone dove la presenza della movida e l’aggregazione giovanile possono creare maggiori problemi.
Il nodo degli agenti
Resta però il problema delle risorse. La presidente della Municipalità, nell’intervista al Corriere del Mezzogiorno, sottolinea infatti la difficoltà di garantire una presenza costante nelle ore serali e notturne.
Dopo le 22, in tutta Napoli, le pattuglie della polizia municipale disponibili sarebbero soltanto due o tre. Al Vomero durante il giorno sono in servizio due agenti, con una pattuglia impegnata stabilmente nella zona ospedaliera.
Gli uomini complessivamente a disposizione della Municipalità sono circa 70, ma molti lavorano negli uffici.La situazione, comunque, è migliorata rispetto a pochi mesi fa, quando gli agenti erano 48.
Nuove telecamere
Sul fronte della videosorveglianza, invece, si punta a rafforzare la rete esistente. Nel corso degli incontri in prefettura è stato affrontato anche il tema delle telecamere e l’obiettivo è installarne di nuove in via Scarlatti e via Luca Giordano.
Altri dispositivi sono previsti ai Camaldoli, dove resta alta l’attenzione per i raid nelle ville.
“Zona rossa” non significa emergenza
Il ricorso alle zone rosse non sarebbe legato, secondo quanto emerge dalle parole della presidente riportate dal Corriere del Mezzogiorno, a una situazione di emergenza nel quartiere. I dati presentati durante l’ultimo Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica avrebbero infatti evidenziato un quadro sotto controllo.
Il problema resta però quello della percezione dei residenti, che segnalano episodi di violenza e chiedono più pattugliamenti e maggiore videosorveglianza, soprattutto nelle ore della movida.
Violenza giovanile
Cozzolino affronta anche il tema della violenza tra i giovani, respingendo l’idea che il fenomeno sia legato esclusivamente a ragazzi provenienti da altre zone della città.
Nell’intervista viene sottolineato come tra i giovani che frequentano il Vomero e che hanno comportamenti violenti ci siano anche residenti del quartiere. Un problema che, secondo la presidente della Municipalità, non può essere affrontato soltanto con più controlli, ma richiede un coinvolgimento delle famiglie, delle scuole e dei servizi sociali.
Intanto il dossier sulle possibili zone rosse è quasi pronto. La prossima settimana dovrebbe essere consegnato al prefetto, che avrà poi il compito di valutare le aree da sottoporre a maggiori controlli.












