Voti comprati con denaro e persino un maiale: l’inchiesta sul voto di scambio scuote la politica del Casertano

Avviso di conclusione indagini per sindaci e consigliere regionale: Procura di Santa Maria Capua Vetere al lavoro su un presunto sistema clientelare

Una vicenda che sembra uscita da un romanzo politico ma che è tutta giudiziaria e reale, quella emersa nelle ultime ore nel Casertano: la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha notificato un avviso di conclusione indagini per nove persone nell’ambito di un’inchiesta su voto di scambio politico-elettorale legato alle elezioni comunali del giugno 2024 a Castel Volturno.

Secondo gli investigatori, coordinati dai sostituti procuratori Giacomo Urbano e Anna Ida Capone sotto la direzione del procuratore Pierpaolo Bruni, nelle settimane della campagna elettorale sarebbero stati messi in atto meccanismi di scambio illecito di voti.


Il “banchetto dei voti” e il suino in cambio di preferenze

Le indagini, condotte dai Carabinieri, hanno ricostruito episodi in cui elettori venivano convocati in un bar di Ischitella, a Castel Volturno, e convinti, mediante pagamenti in denaro, a promettere il proprio voto per la lista dell’allora candidato sindaco Pasquale Marrandino. Nel “tariffario” contestato agli inquirenti le cifre andavano indicativamente dai 50 ai 70 euro a elettore.

Un episodio, emerso durante gli accertamenti, ha fatto scalpore per la sua dimensione grottesca: un elettore avrebbe accettato, oltre alla somma di denaro, persino un maiale in natura come corrispettivo dei voti dell’intero nucleo familiare.


Indagati sindaci e consigliere regionale

Tra le nove persone indagate figurano figure di spicco del panorama politico locale e regionale. Oltre a Pasquale Marrandino, sindaco eletto di Castel Volturno e già coinvolto in inchieste per corruzione, l’avviso di conclusione indagini è stato notificato anche al suo vice, Giulio Natale, e all’attuale sindaco di San Cipriano d’Aversa, Vincenzo Caterino.

Nell’elenco compare anche Giovanni Zannini, consigliere regionale della Campania eletto in quota Forza Italia e già al centro di un’altra indagine della stessa Procura per gravi accuse tra cui corruzione, concussione e truffa; proprio pochi giorni fa per Zannini era stata avanzata dalle autorità una richiesta di arresto in quel distinto filone investigativo.

Secondo gli investigatori, un episodio chiave dell’inchiesta sul voto di scambio si sarebbe verificato il 16 giugno 2024, poco prima del ballottaggio che portò alle elezioni comunali: in un hotel di Mondragone, Zannini, Marrandino e Caterino avrebbero promesso – sempre secondo l’accusa – appalti, commesse di lavoro e incarichi politici in cambio del sostegno elettorale.


Un’inchiesta che scuote istituzioni e cittadini

La notifica degli avvisi di conclusione indagini e le perquisizioni collegate a questo procedimento rappresentano una fase cruciale dell’inchiesta, che ora passerà alla verifica delle posizioni e alla possibile fase dibattimentale.
La presenza di amministratori locali e di una figura regionale tra gli indagati ha già acceso il dibattito pubblico e politico in Campania, evidenziando come fenomeni di voto di scambio e presunti legami clientelari continuino a essere al centro dell’attenzione delle procure e delle forze dell’ordine.


Il quadro giudiziario si allarga

Le ipotesi di reato contestate – tutte da verificare nel corso del processo – si collocano nel solco delle recenti grandi inchieste sulla corruzione e sui meccanismi di influenza illegale nel sistema elettorale italiano, fenomeni per i quali la Campania risulta tra le regioni con il maggior numero di indagini aperte.

Il caso di Castel Volturno ora passa alla fase delle opposizioni formali alle contestazioni e alle eventuali richieste di rinvio a giudizio davanti al tribunale competente, mentre gli indagati, come previsto dal nostro ordinamento, restano presunti innocenti fino a sentenza definitiva.