West Nile, quattro morti in Campania: oltre metà dei casi nel Casertano

Il virus corre lungo un asse preciso: Caserta, Napoli e i comuni dell’hinterland settentrionale.

Sono queste le aree nelle quali si concentra la quasi totalità dei 54 casi di West Nile registrati in Campania nel 2026. Quattro le persone morte dopo il contagio. Due decessi sono avvenuti nel territorio dell’Asl Napoli 2 Nord, uno nella Napoli 1 Centro e uno nel Casertano.Il primo caso dell’anno era stato individuato a giugno a Grazzanise. La curva è poi salita tra la seconda metà di luglio e la prima metà di agosto, il periodo più favorevole alla proliferazione delle zanzare.

La mappa: Caserta davanti a tutti

Più della metà delle infezioni, 31 su 54, è stata registrata dall’Asl di Caserta. Seguono la Napoli 2 Nord con 12 casi e la Napoli 1 Centro con nove. Completano il quadro un caso a Salerno e uno riferito a una persona residente fuori regione. La maggior parte delle infezioni da West Nile passa inosservata. Quando compaiono, i sintomi possono ricordare quelli di un’influenza: febbre, mal di testa, nausea, dolori muscolari, vomito o eruzioni cutanee.

Il rischio aumenta per anziani, immunodepressi e persone affette da patologie croniche. In una percentuale molto ridotta di pazienti il virus può raggiungere il sistema nervoso e provocare meningite o encefalite.

Il miglioramento rispetto al 2025

La situazione resta seria, ma il confronto con lo scorso anno mostra un calo netto. Alla fine di agosto del 2025 in Campania si contavano 151 casi e 13 decessi. Oggi le segnalazioni sono 54 e i morti quattro. La diminuzione dei casi è quindi di circa il 64%, mentre quella dei decessi sfiora il 70%. Un ridimensionamento significativo, anche se non sufficiente ad abbassare l’attenzione nelle zone dove il virus continua a circolare. La sorveglianza comprende disinfestazioni, analisi sui gruppi di zanzare, campionamenti e indagini epidemiologiche. Il confronto tra due stagioni, tuttavia, non permette da solo di stabilire quanto ogni singolo intervento abbia inciso sulla riduzione.

Capua e Aversa contro i ristagni

La risposta passa anche dalle ordinanze comunali. Capua ha imposto a residenti, amministratori di condominio, responsabili di cantiere e proprietari di aree private di eliminare ogni possibile ristagno d’acqua. Ad Aversa sono state adottate misure analoghe, accompagnate dalla pulizia di tombini, caditoie e giardini. Bastano infatti poca acqua e alcuni giorni perché sottovasi, secchi, pneumatici o contenitori lasciati all’aperto diventino luoghi adatti alla deposizione delle uova.

Il contagio non passa tra persone

Il West Nile viene trasmesso soprattutto dalle zanzare comuni del genere Culex. Gli insetti acquisiscono il virus dagli uccelli selvatici e possono poi trasmetterlo all’uomo attraverso la puntura. Non esiste invece un contagio diretto tra persone attraverso abbracci, vicinanza o normali rapporti quotidiani. Le rare trasmissioni attraverso sangue, organi o tessuti sono sottoposte a protocolli sanitari specifici.

Non è disponibile un vaccino per uso umano. La difesa più efficace resta quindi evitare le punture: eliminare i ristagni d’acqua, utilizzare repellenti e zanzariere e coprire braccia e gambe soprattutto dal tramonto in poi.