Lunedì 25 Ottobre 2021

Trucidato come un boss

Napoli, 23 febbraio 2011 – L’hanno ammazzato come un vero e proprio boss. Un pregiudicato, Gennaro Quarto, di 60 anni, è stato giustiziato in un agguato in via Giacomo Notar, nei pressi del Corso Malta. L’uomo, freddato mentre era a bordo di uno scooter Free personalizzato con i colori del Napoli, con numerosi precedenti penali, è stato raggiunto dai sicari, che gli hanno esploso contro numerosi colpi di arma da fuoco, poco prima delle 18.30 ed è morto prima dell’ arrivo dei soccorsi. Il pregiudicato abitava in via Loffredi, nella zona del Duomo. Gennaro Quarto, detto «Gennaro ‘o pazzo» era già passato agli onori della cronaca più volte in passato.

Nel 1984 le condizioni del figlio colpirono la sensibilità del grande campione argentino Diego Armando Maradona che giocò una partita di beneficenza per finanziarne un delicato intervento chirurgico. E in una puntata del 2003 di «C’è posta per te», la trasmissione di Maria De Filippi, il giovane e Maradona si  abbracciarono a distanza di circa venti anni. La vittima dell’agguato all’epoca ricordò che per giocare quella partita di beneficenza, grazie alla quale vennero raccolti 74 milioni di lire, Diego Maradona pagò di tasca propria 12 milioni di lire ai Lloyds di Londra, società con la quale era assicurato.

Risale al 1995, invece, un altro episodio che fece parlare di Gennaro Quarto. Imputato di concorso in rapina in un processo si presentò all’udienza scalzo. Con gli agenti addetti al controllo all’ingresso del tribunale napoletano che gli fecero presente che non poteva entrare in un’aula di giustizia a piedi nudi si giustificò dicendo: «Ma mi hanno detto di presentarmi a piede libero». Già in passato Quarto era sceso in strada a piedi nudi: era il 1984 quando l’uomo si recò scalzo al santuario di Pompei per un voto di ringraziamento quando Maradona fu acquistato dal Napoli. Nei suoi confronti fu disposta una perizia psichiatrica.Nel 1998, invece, Gennaro Quarto fu protagonista di un procurato allarme nei pressi della Curia di Napoli, dove abitava, denunciando la presenza di un presunto ordigno all’interno di un contatore dell’Enel che provocò l’isolamento della zona e l’arrivo degli artificieri.

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