Giovedì 21 Ottobre 2021

Dimissioni, stop del prefetto La Iervolino resta sindaco

Napoli, 4 marzo 2011 – Tutto da rifare. Anzi, nulla sarà mai più fatto. E
quella pagina di storia da molti invocata, cittadini ed elettori in testa,
non sarà mai scritta. Ovvero, quel capitolo sullo scioglimento anticipato
del Consiglio comunale di Napoli, il primo nella storia, è stato cassato
dagli annali prima ancora di essere compilato. 31 firme in calce a lettere
di dimissioni di altrettanti consiglieri dell’assise partenopea sarebbero
bastate per mandare a casa la Iervolino. Se solo fossero state presentate rispettando una procedura. Che impone, innanzitutto, che le firme siano presentate contestualmente. Così non è stato. E dunque, dopo la notifica per mano del notaio. La registrazione da parte del segretario generale del Comune, e il passaggio finale negli uffici del prefetto De Martino, che avrebbe dovuto decretare lo scioglimento del Comune e il contestuale commissariamento, per un epilogo, nero su bianco nelle motivazioni dello stesso prefetto De Martino. Ovvero, non si può più procedere allo scioglimento del Consiglio comunale di Napoli. Questo perché dopo una verifica delle 31 firme dei consiglieri dimissionari, la prefettura di Napoli ha rilevato un vizio relativo ad una delle firme presentate. Nella sostanza, e nelle motivazioni, si legge “violazioni procedurali di carattere sostanziale”. Più nel dettaglio, nella lettera della Prefettura al segretario generale di Palazzo San Giacomo sono elencati tutti i casi di irregolarità. A cominciare da Stanislao Lanzotti, che ha presentato le dimissioni non nella sede naturale, ovvero non alla presidenza del Consiglio comunale. A seguire un gruppo di 4 esponenti dell’assise, Enrico Lucci, Francesco Vitobello, Gennaro Carbone e Fabio Benincasa, capogruppo dell’Udc, che hanno subordinato le dimissioni ad una serie di condizioni che non si sarebbero poi verificate. Tutto da rifare? Assolutamente no. Perché in questo tempo, ci sono stati ripensamenti. A cominciare da Benincasa, richiamato all’ordine dal leader del suo partito, Pierferdinando Casini, che ha bollato come “il calcio dell’asino” il ricorso alle dimissioni di massa. Questo nella forma. Nella sostanza, Rosa Russo Iervolino resta il sindaco di Napoli. Almeno fino alle elezioni di maggio.

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