Venerdì 18 Giugno 2021

Abusi in gita: arrivano gli psicologi

Napoli, 14 aprile 2011 – Sarà un pool di psicologi dell’Asl Napoli uno a seguire la vicenda del presunto abuso nei confronto di un tredicenne, da parte di 7 suoi coetanei, durante una gita scolastica. Il team specializzato avrà il compito di stabilire se davvero i fatti accaduti possano configurarsi come violenza sessuale. L’obiettivo è dunque di ascoltare tutti i protagonisti dell’amara vicenda per capire quale significato viene dato dai tredicenni al termine”abuso sessuale”. Un caso che comunque sconvolge un istituto definito una vera e propria oasi felice, improvvisamente travolta dal presunto scandalo. Un caso portato sino al Parlamento, dal deputato del Pdl di Napoli, Paolo Russo, che chiede l’intervento dei ministri per capire quali iniziative il governo intenda assumere per verificare le azioni messe in campo dagli educatori dell’istituto di Marechiaro. Al vaglio dei parlamentari anche i comportamenti volti a minimizzare il tutto, del personale docente e della stessa preside, che dovrà anche spiegare perché siano trascorso molti giorni, dopo la denuncia, per avvisare le forze dell’ordine e i dirigenti scolastici regionali. Per ora, comunque, nessuno ipotizza profili di colpevolezza, anche perché il caso delicato richiede la massima prudenza. Un atteggiamento cauto anche da parte del pool guidato dal procuratore aggiunto Francesco Greco, per verificare la dinamica dei fatti. Intanto sono stati ascoltati i genitori della presunta vittima insieme ad altri genitori convocati dagli inquirenti. Confermata poi, la sospensione di 15 giorni per il branco accusato degli abusi, anche se per due di loro la posizione si attenua, poiché pare che abbiano solo assistito, e non partecipato al “gioco finito male”, come lo definiscono i difensori dei 7 ragazzini. Dal fronte delle indagini, i carabinieri, coordinati dal luogo tenente Tommaso Fiorentino, continuano a cercare un presunto video girato col telefonino all’indomani degli abusi e nel quale la vittima sarebbe oggetto di pesanti commenti sulla sera precedente. Dalla scuola, un deciso no comment e molti degli alunni e dei genitori smentiscono la gravità dei fatti, su cui faranno chiarezza sia gli inquirenti che gli ispettori mandati dalla dirigenza scolastica regionale. Dalla famiglia della vittima, infine, parole di perdono: la madre del tredicenne ha infatti confidato al parroco della chiesa del quartiere di poter capire, e da cristiana, perdonare i presunti aggressori del figlio. Ma di certo non può giustificarli, pur condividendo il dolore dei loro genitori.

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