Domenica 25 Luglio 2021

Fisco: evasione record in Campania

Napoli, 6 napoli 2011 – Campania primatista nell’evasione fiscale. E’quanto emerge dai dati del rapporto 2010 dell’agenzia delle entrate. I numeri parlano chiaro: due i miliardi di euro complessivi nascosti all’erario e ritrovati dall’agenzia delle entrate, che aumenterebbero però se sommati alle cifre evase poste al vaglio invece, della guardia di finanza e che porterebbero ancora di più a cifre da capogiro. La buona notizia arriva, però, dalle somme recuperate: 635 milioni di euro, con un incremento del 13% rispetto al 2009. I controlli per stanare gli evasori sono stati complessivamente 72.000, circa il 10% del totale nazionale. Di questi, 48 nei confronti dei grandi contribuenti, 1.128 sulle medie imprese, 21.870 su piccole imprese e professionisti. E ancora, 2.618 gli accertamenti attraverso l’accertamento sintetico del reddito, la cui maggiore imposta ha superato i 52 milioni di euro. Il numero più corposo di accertamenti riguarda, infine, le persone fisiche: quasi 50.000. E le storie curiose arrivano proprio da quest’ultimo settore, dove gli 007 del fisco hanno scovato mille e più trucchi per raggirare lo stato: dalle frodi carosello, in cui le vendite circolari tra più aziende, facenti spesso capo alla stessa persone, permettevano a venditori ed acquirenti di omettere l’iva, sino ai cosiddetti poveri con la barca, ovvero cittadini nullatenenti per il fisco, ma che svolgevano vite decisamente agiate, con tanto di barche ed elicotteri personali. E ancora, la ribattezzata truffa della pizza, con ristoratori che dichiaravano vendite zero, smentite dall’acquisto di grandi quantitativi di materie prime. Per acciuffare i maestri della truffa fiscale, è stata fondamentale la strategia antifrode e gli accertamenti assistiti da indagini finanziarie. E dalla direzione regionale della campania arriva il riconoscimento delle virtù del metodo utilizzato, che si basa sulla tipologia di contribuente anziché sul tipo di imposta, come invece accadeva in passato. Al di là dei soldi sottratti al fisco i dati del recupero fanno ben sperare, considerando anche che il metodo più diffuso per evitare liti e risolvere i problemi con lo stato resta l’adesione, che solo nel 2010 grazie a 17mila adesioni circa ha portato nelle casse della regione circa 110 milioni di euro.

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