Martedì 19 Ottobre 2021

San Gennaro fa il miracolo… con calma

Napoli, 2 maggio 2011 – Un miracolo che si è fatto attendere. E’quello dello scioglimento del sangue di San Gennaro, patrono di Napoli. Sabato scorso, alla prima esposizione sacra, il sangue del Santo non si era liquefatto e la teca contenente le due ampolle era stata riportata nella cappella dopo la lunga funzione religiosa presieduta dall’Arcivescovo di Napoli, il Cardinale Crescenzio Sepe. Proprio durante la processione di sabato, Sepe aveva sottolineato come il perdurare dell’emergenza rappresentasse il segno di una illegalità troppo diffusa, dove la chiesa non poteva eleggersi a tribunale per emettere sentenze, pur restando forte la necessità di non tacere. Rispetto al mancato miracolo, nessuno sconforto: era già successo altre volte, in passato, che il prodigio non si ripetesse nell’appuntamento del sabato precedente la prima domenica di maggio. Ma nella mattinata di ieri, il miracolo si è compiuto: alla terza esposizione, intorno alle 11.20 è arrivato l’atteso miracolo, tra la commozione dei tantissimi fedeli radunati nella cappella di San Gennaro. Le modalità con le quali avviene lo scioglimento, tempo, intensità del sangue sono considerate di buon auspicio per la città se avvengono senza indugi, nel caso contrario, come accaduto domenica, sono invece nefaste.
La storia del santo venerato dai napoletani e soprattutto quella delle sue prodigiose reliquie, viene fatta risalire dalla leggenda ad una pia donna di nome Eusebia che raccolse in due ampolle il sangue di San Gennaro per consegnarle al Vescovo di Napoli.
Il sangue contenuto nelle ampolle di vetro di foggia antica è oggi oggetto di profonda venerazione e i grumi rappresi scuri e solidi spontaneamente si sciolgono: il sangue ribolle ed assume il colore rosso vivo. Il miracolo si ripete regolarmente tre volte l’anno: il 19 settembre, data del martirio, a maggio ed il 16 dicembre, nell’anniversario dell’eruzione del Vesuvio del 1631.

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