Venerdì 22 Ottobre 2021

Scotti come Provenzano, nuovo identikit dopo 27 anni di latitanza

Napoli, 10 ottobre 2011 – Come accadde con Bernardo Provenzano, arrestato dopo 43 anni di latitanza. Del famigerato Zu’ Binnu gli inquirenti possedevano una foto segnaletica del 1963. Rieccola invecchiata ed elaborata alcuni anni prima della cattura del braccio destro di Totò Riina. Ed ecco Provenzano nel giorno del suo arresto. Cervellone ed esperti di fisiognomica si sbagliarono di poco. Non fosse che per quella faccia da nonno buono che molto cozzava con l’espressione rude ricostruita dai sistemi informatici. Oggi lo stesso lo si è fatto per un latitante storico della camorra che fu. Pasquale Scotti, detto Pasqualino ‘o collier per aver portato in dono una preziosa collana alla consorte, nientemeno, che del prufessore Raffaele Cutolo. Scotti è uccel di bosco da 26 anni. Da quando, la notte di Natale del 1984, evase clamorosamente dall’ospedale civile di Caserta dove era stato ricoverato per una ferita alla mano. Lo avevano arrestato giusto dodici mesi prima, accusato di essere il mandante dell’omicidio di Giovanna Matarazzo,  ballerina di un night club romano legata sentimentalmente a un altro camorrista. Tra i più fedeli al seguito di Cutolo, a lui il capo e fondatore della Nco affidò il comando di una batteria di killer. E’ inserito da tempo nell’elenco, stilato dal Viminale, dei dieci latitanti più pericolosi. Oggi un ritocco lo hanno fatto pure per lui. Per quella foto scattata quando ’o collier entrò in cella nel 1983. Il volto è contrito, rude. Lo sguardo resta profondo, ma la stempiatura è ovviamente molto più vasta. Se è stato fatto, c’è motivo per cercarlo ancora. Sì perché sono in molti a ritenere che Pasqualino sia morto. Non di certo gli inquirenti. E non i familiari. Basti ricordare quando, la scorsa estate, alla morte del fratello di Scotti, Giuseppe, comparvero sui muri di Casoria, città di residenza della famiglia, centinaia di manifesti funebri in cui compariva anche il nome di Pasquale. Primula rossa nero su bianco.

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