Domenica 16 Maggio 2021

Forio, no alla delibera per le demolizioni

Forio d’Ischia (Napoli), 1 novembre 2011 – Il problema sarebbe tutto economico. Il comune di Forio d’Ischia sull’isola verde dice no alle demolizioni da eseguire su ordine della procura di Napoli attraverso la bocciatura della delibera per lo stanziamento dei fondi, 800 mila euro, pro ruspe, poiché i fondi non ci sono. Il consiglio comunale si è riunitosi ad hoc nel palazzetto di Forio per evitare disordini e ha votato a scrutinio segreto, particolare questo che anima dubbi e perplessità, bocciando la delibera di stanziamento dei fondi con soli due voti di scarto. In numeri, le demolizioni previste solo a Forio sarebbero 140 rispetto alle 620 totali dell’isola a fronte di 10mila domande di condono nel comune di Forio e 27 mila sull’intero territorio. Numeri grossi se si pensa che l’isola conta circa 60mila abitanti totali: in pratica il condono è stato chiesto quasi da un ischitano su due. Le demolizioni realmente eseguite negli ultimi 20anni sono state appena 12 a Forio e 37 sull’isola. E arriviamo adesso alle cifre della discordia, ovvero ai costi di demolizione che ammonterebbero, escluse le spese di ripristino dello stato dei luoghi, a 20mila euro per fabbricati di ampiezza sino a 60 metri quadri. Cifra che si raddoppia per demolizioni di strutture sino a 100 metri quadri e che arriva a 180 mila euro per un intero complesso residenziale. Il fronte dei sì agli abbattimenti parla di un’amministrazione compressa da un lato dagli abusivi che temono le demolizioni e dall’altro dai cittadini preoccupati di dover pagare di tasca loro in quanto contribuenti, l’illegalità dell’abusivismo altrui. Dal amministrazione comunale si respinge ogni accusa ribadendo che il budget di 200mila euro messo a disposizione è già stato prosciugato per eseguire appena lo zero virgola otto per cento delle demolizioni.  La questione ritorna ora nelle mani della procura partenopea e del procuratore aggiunto Aldo De Chiara che ha già convocato una riunione ad hoc con alcuni suoi sostituti per decidere le contromosse in quello che è già stato definito il “caso Forio”.

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