Sabato 24 Luglio 2021

Calci e pugni all’auto del sindaco, De Magistris contestato dai Bros

Napoli, 4 novembre 2011 – Ci risiamo. Con l’unica differenza che questa volta si urla al tradimento. Alla preferenza tradita, quella dell’urna. Al voto concesso all’uomo nuovo e alle sue promesse, a detta dei manifestanti, che non hanno incontrato alcuna concretezza. “Abbiamo trasformato l’indignazione in partecipazione”, ama ripetere, fin dagli albori della sua campagna elettorale, Luigi De Magistris. Che, in queste fasi concitate, assiste al capovolgimento del suo adagio: questa volta, in strada, c’è solo indignazione. Che diventa protesta, rabbia, blasfemia. Che si tramuta in calci e pugni contro la sua auto. Che si traduce nelle urla e nelle lacrime di elettori che lo accostano ai suoi predecessori, quelli dai quali giura di aver sempre preso le distanze il sindaco in bandana, l’uomo che “ha scassato tutto”, ma che ora rischia di vedere scassata l’auto che, con non poca difficoltà, lo porta lontano dal viale dei Pini ai Colli Aminei, dove si era recato per presenziare a una manifestazione di bambini.

“Parlate uno alla volta”, è la risposta ripetuta di un sindaco che qui appare rassegnato, sconfitto, contro la voce di quella donna che viene d’un tratto travolta dalle urla degli altri. Che sono i senzalavoro, che sono i disoccupati Bros, che sono quelli che dovevano essere inseriti nei progetti per la raccolta differenziata. Già, la differenziata. Il capitolo più gettonato della campagna elettorale. Il sindaco ne parlava a testa alta. Oggi se la lascia alle spalle la promessa della raccolta in tempi record che tardano a venire, assieme alle urla, ai pugni e alle contestazioni di quella trentina di elettori che si dicono traditi dall’uomo in cui hanno creduto e che, per questo, lo hanno votato…

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