Mercoledì 8 Dicembre 2021

Camorra, Fabio Cannavaro: “Così entrai in società con Marco Iorio”

Napoli, 14 novembre 2011 – In tempi di crisi e di salti con avvitamento aereo per arrivare a fine mese, colpisce come un pugno una frase come: “Guadagnavo 10 milioni l’anno e ho dato poca importanza a un investimento di 200mila euro”. Si cita, in tal caso, il calciatore Fabio Cannavaro. Che quegli spiccioli, per lui, per quasi mezzo miliardo di vecchie lire, li ha investiti per acquistare fittiziamente il 45 per cento delle quote di una società, la Sveva srl, dominus nella ristorazione a Napoli grazie, secondo alle accuse, a soldi provento della criminalità organizzata. Duecentomila euro per entrare in società con Marco Iorio, arrestato nei mesi scorsi perché ritenuto promotore di un’associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro del clan Lo Russo. I fatti sono andati così: Iorio chiese all’ex capitano della Nazionale, nonché suo personale amico, di intestarsi il 25 per cento delle quote della Sveva. E Cannavaro accettò senza indugio, disinteressandosi di seguire il destino del suo investimento. “All’epoca avevo contratti per circa dieci milioni di euro all’anno – sottolinea coi pm – e a questa partecipazione ho prestato poca attenzione”.

La circostanza emerge dai verbali delle dichiarazioni rese dal calciatore lo scorso luglio in Procura. Cannavaro ricostruisce gli investimenti in comune con Iorio nel ristorante “I re di Napoli”: “Attraverso il pagamento di 200.000 euro in assegni circolari ho rilevato il 45% della Sveva s.r.l.”. Ma il Cannavaro nazionale spiega che in realtà la quota reale era del 20%. “Fu Iorio – si legge nelle carte – a chiedermi la cortesia di intestarmi quel 25% in più e mi spiegò che tanto si rendeva necessario in quanto aveva problemi familiari e con altri soci, ma che di lì a poco avrebbe provveduto a intestarsi quella quota”.
L’ex capitano della Nazionale ricorda poi di quando era con Iorio negli Stati Uniti nel giorno dell’operazione. “Chiesi spiegazioni a Marco – mette a verbale Cannavaro – il quale mi disse solo che avevano arrestato tutti e sequestrato tutto e che pertanto doveva subito rientrare in Italia”.

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