Sabato 10 Aprile 2021

Killer mascherato da strega di Halloween: un morto e due feriti alle Case Nuove

Napoli, 1 novembre 2011 – Se i napoletani sostengono di non sentire le festa di Halloween, non è di questo parere la camorra. Quella che spara e uccide. E che lo ha fatto in tema con la ricorrenza. Con un killer munito di una maschera di uno dei giorni più celebrati negli Stati Uniti, e nel pugno una pistola calibro 9×21. Un agguato di quelli da ricordare, non fosse che per il singolare espediente adoperato per camuffarsi. L’assassino indossava un lungo mantello nero chiuso a coprirgli interamente il corpo, un cappello e una maschera da strega, con la bocca completamente sdentata. Così travestito, poco prima della mezzanotte, si è presentato all’uscio di un circolo ricreativo di tifosi del Napoli, intitolato al capitano azzurro Paolo Cannavaro, in via Luigi Serio, strada che taglia di netto un agglomerato di palazzine che passa sotto il nome di Case Nuove, ed ha premuto il grilletto almeno sette volte, tanti i bossoli trovati sull’asfalto. Mietendo un bilancio di un morto e due feriti in gravissime condizioni. Volti noti alle forze dell’ordine e agli archivi giudiziari, i tre obiettivi del sicario in maschera erano tutti comodamente seduti e tranquilli nei pressi dell’ingresso del locale. Il primo ad essere colpito, molto probabilmente l’obiettivo dei killer, secondo la ricostruzione degli uomini della Squadra Mobile della Questura, è stato Salvatore Rispoli, 46 anni, pregiudicato con una vecchia condanna per associazione di stampo mafiosa. Nonostante i soccorsi tempestivi, per Rispoli non c’è stato nulla da fare. Era già deceduto quando è giunto al pronto soccorso del vicino ospedale Loreto Mare. Lì dove si trovano ricoverati i due feriti Antonio De Vita, 52 anni e Luigi Papi, di 46 anni. Per entrambi la prognosi è riservata. Con loro pare ci fosse una quarta persone, riuscita a sfuggire all’agguato e a far perdere le sue tracce. Il killer sarebbe riuscito a dileguarsi rapidamente in direzione di via Vespucci, in sella ad uno scooter di grossa cilindrata guidato da un complice che lo attendeva a poca distanza. Chi indaga non ha dubbi che la matrice sia quella della camorra. In un territorio da anni sotto il controllo del clan Mazzarella. Un agguato in grande stile. Tenuto conto dello spessore criminale della vittima. Un’epurazione interna. Una guerra per la conquista di un territorio dove si macinano affari al settore droga. O una vendetta. E le mente torna alla notte del 6 ottobre e al delitto di Ciro Elia, 18enne figlio di Luciano, boss del Pallonetto di Santa Lucia e per anni luogotenente dei Mazzarella. Un delitto, questo, che potrebbe anche essere maturato a seguito di una lite tra coetanei. Ma è un’ipotesi che non ha ancora avuto alcun seguito.

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