Mercoledì 20 Ottobre 2021

Quartieri, in tre arrestati prima dell’agguato. Gli inquirenti: “Volevano vendicare Ciro Elia”

Napoli, 8 novembre 2011 – 8 ottobre. 8 novembre. Botta e risposta. Omicidio compiuto. E vendetta, presunta, comunque fallita. E’ una lettura inquirente tutta da avallare. Ma i fatti imboccano la pista della risposta mancata al delitto eccellente. Nell’ordine.

8 ottobre. In Vico Trinità delle Monache, limite settentrionale dei Quartieri Spagnoli, viene assassinato Ciro Elia, 18enne, erede di Luciano, padrino del Pallonetto di Santa Lucia. Lo trovano riverso in un lago di sangue e con un foro alla testa provocato da un proiettile calibro 9×21. Delitto di camorra, si disse alla prima ora. Questioni personali, precisarono gli inquirenti. Che quella notte del delitto c’era stata una festa di compleanno ai Quartieri. Un party caratterizzato da una lite tra ragazzi, col figlio del padrino protagonista della scazzottata. Una rappresaglia tra coetanei, dunque. Trenta giorni da allora, ma nessun responsabile è stato ancora individuato. Un nome forse c’è. Le voci dei vicoli raccontano che lo sanno tutti chi è stato. Una voce ribadita cinque giorni fa, quando in strada sono scesi parenti, amici e conoscenti di Ciro Elia, al seguito di una fiaccolata in memoria del 18enne. “Sappiano chi è stato – urlavano le donne – tutti lo sanno”. E chi lo sa, potrebbe arrivare prima degli inquirenti. Non certo per consegnare il responsabile presunto alle forze dell’ordine.

8 novembre. La mezzanotte è trascorsa da pochi minuti. Tre uomini si aggirano su due scooter tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli. Hanno in testa caschi e sciarpe, vestizione insolita da queste parti. Soprattutto, sono armati. Uno del terzetto ha con sé una calibro 9 parabellum con matricola cancellata, 7 cartucce nel caricature e un colpo in canna. Pronto a sparare. Pronto ad uccidere. Ma vengono intercettati da una pattuglia di carabinieri, che li seguono, chiedono e ottengono rinforzi, alla fine li bloccano e arrestano per detenzione di arma da guerra. In vico Teatro Nuovo finisce la corsa Enzo Cardillo, anni 24, Eduardo Saltalamacchia, anni 29, e Pio Lo Masto, anni 36. Volti noti, tutti, alle forze dell’ordine. Gente del Pallonetto di Santa Lucia. Uomini ritenuti affiliati al clan di Luciano Elia, il papà del povero Ciro.

8 ottobre, 8 novembre. Nel mezzo, l’arresto di Arnaldo Nocerino, anni 36, stessa area di residenza, il Pallonetto, stesso clan di appartenenza, Elia. Stesse modalità d’arresto. Passamontagna, guanti in lattice calzati, si aggirava nei pressi di una discoteca in via Scarfoglio. Cercava qualcuno. Forse lo stesso uomo, o giovane che cercava il terzetto arrestato l’altra notte. Pare di risentirle, le donne. “Tutti sanno chi è stato ad ammazzare Ciro”. 8 ottobre, 8 novembre. Delitto compiuto e vendetta mancata. Ma è solo un’ipotesi inquirente.

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