Sabato 25 Settembre 2021

Arresto Cosentino, il deputato si difende in giunta

Napoli 15, 2011- Nicola Cosentino è stato ascoltato questa mattina dalla giunta per le Autorizzazioni della Camera. Il deputato del Pdl, nei venti minuti del suo intervento, si è difeso dalle accuse che sono alla base della richiesta di arresto nei suoi confronti e ha depositato una memoria. La seduta della giunta è stata poi aggiornata alla fine dei lavori dell’Aula sulla manovra. Cosentino risponderà alle domande dei membri della giunta, che avvieranno poi la discussione generale. Il voto dovrebbe arrivare la prossima settimana. Tiene  ancora banco il caso Cosentino. Il giorno dopo la notizia diffusa dalle agenzie di stampa a mezzogiorno di ieri che annunciava il voto favorevole della Camera alla richiesta di arresto e che si è rivelata falsa, per Nicola Cosentino non è ancora giunto il momento di tirare un sospiro di sollievo. Dopo la Lega, anche l’Udc, infatti, sembra orientata a dare l’ok all’esecuzione del provvedimento firmato dal giudice Pilla
Intanto, continua l’offensiva giudiziaria contro i Casalesi. “Il clan dei Casalesi non sarà davvero finito finché non si colpirà quell’area grigia del rapporto tra imprenditori e politici che hanno favorito gli imprenditori in cambio di voti. Politici che sono stati al governo del nostro Paese, che siedono sui più alti scranni del Parlamento”. Lo ha detto Giovanni Conzo, pm della Dda di Napoli che si occupa delle inchieste sui Casalesi, dopo aver assistito a Roma allo spettacolo teatrale “Toghe rosso sangue” sui magistrati uccisi dalle mafie e dal terrorismo.
Conzo ha ricordato che circa un mese e mezzo fa “un collaboratore di giustizia mi ha riferito che gli erano stati offerti 500 mila euro, poi portati a un milione, dall’emissario di un imprenditore dei rifiuti, per uccidere un mio collega, Alessandro Milita, il pm che aveva chiesto l’arresto di Nicola Cosentino”. Ancora, il magistrato ha affermato che “i collaboratori di giustizia hanno confessato che nel 1994 avevano avuto indicazioni per votare un certo partito” e che “effettivamente nel 1995 fu poi fatto un decreto svuota-carceri, grazie al quale molti detenuti furono messi agli arresti domiciliari. Tra questi era anche Michele Zagaria (il boss catturato nei giorni scorsi, ndr), che si è poi reso latitante fino a pochi giorni fa”.

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