Sabato 19 Giugno 2021

Bacoli, giù le case abusive

Si è svegliata col rombo delle ruspe Jessica. La ragazzina disabile di Bacoli era diventata il simbolo della lotta alle demolizioni delle case abusive, e stamani ha dovuto lasciare la sua casa per farla radere al suolo. Ad ordinarlo è una sentenza della procura generale che segna la fine di un’area del paese dove la costruzione illecita è la norma. Nella zona 70 mila persone vivono in case abusive, in Campania ce ne sono ben 300 mila nelle stesse condizioni.

A Bacoli le ruspe sono arrivate con un ritardo di 20 anni. Dopo gli scontri dei giorni scorsi tra proprietari e forze dell’ordine, la tensione stamani è tornata alle stelle quando i manifestanti hanno visto gli operai azionare i motori delle ruspe. Le pale meccaniche hanno buttato giù la prima delle due palazzine finite nel mirino del provvedimento. La costruzione si è accartocciata su sé stessa in pochi minuti, dando seguito a una sentenza della Procura generale che mette la parola fine a un’area del paese dove l’abuso è la norma.

In queste ore invece le ruspe si stanno dirigendo verso la palazzina in cui abita la ragazza disabile che ha acceso la solidarietà dei residenti del litorale flegreo nei giorni scorsi. Jessica è stata accompagnata fuori da due assistenti sociali intorno alle 9.30. Neppure le 2500 fiaccole che ieri sera hanno sfilato in segno di solidarietà sono riuscite ad evitarle lo sgombero. “La casa di Jessica non si tocca” tuonavano gli striscioni. Al corteo c’era anche la madre della ragazza disabile, l’ispettrice di polizia la figlia con sé alla fiaccolata, confortandola mentre camminava a fatica. Presente anche il vescovo Gennaro Pascarella: “Non siamo contro la magistratura- avverte il monsignore – Vogliamo solo essere vicini alle famiglie, che faranno senza casa? Le istituzioni dov’erano quando sono sorte le costruzioni abusive”. Con gli abitanti si schiera anche il sindaco dimissionario, Ermanno Schiano del Pdl. “Siamo solo vittima delle ingiustizie” gridano i manifestanti di fronte alle ruspe in azione, mentre i compagni di lotta temono che domani possa toccare a loro.

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