Mercoledì 20 Ottobre 2021

Delitto del vetereninario, killer e vittima si conoscevano

Napoli, 16 dicembre 2011- Killer e vittima del raid di morte si conoscevano, addirittura si erano frequentati negli anni passati. Era buio pesto ma, quella drammatica notte del 4 novembre scorso, lo ha riconosciuto subito. Erano stati amici, si erano anche frequentati. Ma poi avevano preso strade diverse. Carlo gli studi, la laurea. Ciro la droga, le rapine. “Quando ho capito che stava per mettere in moto la macchina ho gridato: “Non lo fare, non lo fare””.Invece l’auto si è mossa. “Mi sono girato per andarmene. E ho sentito i colpi”, racconta Ciro Afeltra, piccolo pregiudicato di Pimonte, 30 anni da compiere a gennaio, in cella per l’omicidio di Carlo Cannavacciuolo, il veterinario di Santa Maria la Carità aggredito da due rapinatori mentre, la sera del 4 novembre, si trovava in auto con la fidanzata.Dopo quaranta giorni di carcere, Afeltra è crollato. Ha chiesto di parlare con il magistrato. E ha confessato: “Sì, siamo stati noi”, ha detto. “Non volevo farlo, la droga mi ha distrutto”, si è giustificato durante il drammatico interrogatorio che si è svolto alla presenza del pm di Torre Annunziata Barbara Aprea e dell’avvocato Vittorio Giaquinto, legale dell’indagato.A sparare, secondo Afeltra, sarebbe stato Vi              olanto Petrucci, il 26 enne arrestato insieme a lui sei giorni dopo il delitto dai carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata diretti dal capitano Alessandro Amadei e coordinati dalla Procura guidata da Diego Marmo. La sua versione passa ora al vaglio dei magistrati. Nei giorni scorsi, la difesa dei due indagati aveva rinunciato al ricorso al Riesame. Poi è arrivata la svolta. Nel lungo interrogatorio, Afeltra conferma molti degli elementi già raccolti dagli inquirenti, a cominciare dal furto delle pistole portate via dall’albergo dove i due lavoravano e poi utilizzate per compiere una serie di rapine.

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