Sabato 23 Ottobre 2021

Giunta Camera vota su arresto Cosentino

Napoli, 21 dicembre 2011- Per la Procura di Napoli è il «referente politico nazionale del clan dei Casalesi» e va arrestato. Gran parte del futuro di Nicola Cosentino, deputato del Pdl ed ex sottosegretario all’Economia nell’ultimo governo Berlusconi, si deciderà oggi pomeriggio, quando la Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera si pronuncerà sul suo caso. Esprimendo parere favorevole o contrario all’arresto. Il voto non sarà comunque decisivo. A dare il via libera o l’altolà definitivo al carcere dovrà comunque essere l’Aula di Montecitorio, il cui voto è previsto per metà gennaio.
Quanto all’appuntamento in programma oggi, sembra certo che la Giunta per le autorizzazioni, a differenza di quanto fece a novembre 2009 con la precedente richiesta di arresto, autorizzerà la misura cautelare nei confronti del deputato. Se il Pdl voterà compatto per la tesi di Maurizio Paniz, che nella sua relazione ha sostenuto come ci sia un “fumus persecutionis” nei confronti del coordinatore regionale del partito in Campania, Pd, Idv, Udc e Fli hanno annunciato che si esprimeranno in favore del via libera della Giunta. A far pendere l’ago della bilancia da una parte piuttosto che dall’altra sarà ancora una volta la Lega Nord. Che pare propensa a votare si, nonostante nelle file del Carroccio restino dubbi.  Il capogruppo dell’Udc in Giunta, Pierluigi Mantini, ribadisce invece «l’orientamento favorevole alla custodia cautelare, perché la richiesta che arriva dai magistrati di Napoli non appare persecutoria. I fatti sono gravi, il contesto è allarmante e c’è una contiguità tra le attività del deputato Cosentino e le attività dei Casalesi». I pm di Napoli hanno chiesto a Montecitorio di autorizzare l’arresto del deputato, indagato per corruzione e altri reati, nell’ambito dell’inchiesta che lo scorso 6 dicembre ha portato in carcere una cinquantina tra boss, politici e funzionari di banca ritenuti vicini al clan dei Casalesi. Da parte sua, Cosentino, per niente rassegnato all’arresto, ha sostenuto davanti alla Giunta che le accuse nei suoi confronti non sono che frutto del pregiudizio: quello secondo cui «chi nasce e fa il politico a Casal di Principe debba essere per forza colluso con il clan dei Casalesi». Per l’esponente del Pdl sono tali e tante le contraddizioni dell’inchiesta da rendere «non fondata» e irricevibile la richiesta di arresto.

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