Domenica 25 Luglio 2021

Incubo pirati, dalla D’Amato alla Savina Caylyn

Napoli, 27 dicembre 2011 – La notizia dell’ennesimo sequestro messo in atto da un gruppo di pirati spegne la gioia per il viaggio intrapreso dalla petroliera “Savina Caylyn”, in rotta verso Dubai. Assalita l’8 febbraio scorso nell’ Oceano Indiano con 5 italiani a bordo, di cui tre originari di Procida, e 17 indiani, la nave aveva cercato già subito dopo il rilascio da parte dei suoi sequestratori di prendere il largo e lasciare le acque somale. Le avverse condizioni meteorologiche però, il forte vento, le onde alte fino a quattro metri ed una serie di problemi tecnici avevano complicato le operazioni. Ma quello che va concludendosi è l’anno che verrà ricordato come quello in cui il fenomeno della pirateria marittima è tornato con prepotenza. Frequenti sono stati i sequestri di navi da parte di organizzazioni di pirati. L’ultimo in ordine di tempo è quello che ha visto protagonistala Montecristo. Ilcargo livornese sequestrato da pirati somali e poi rilasciato lo scorso 10 ottobre. Il 21 aprile scorso, invece, veniva sequestrata a400 migliadal sudest dell’Oman, la motonave “Rosalia D’Amato”, liberata dopo sette mesi. Il cargo è di proprietà della compagnia di navigazione napoletana “Perseveranza Navigazione”. La stessa che ha portato a termine le trattative con i pirati per permetterne la liberazione. Ma gli assalti in mare hanno interessato anche un’altra nave di proprietà di una società marittima partenopea. La petroliera “Alessandra Bottiglieri”, del gruppo “Giuseppe Bottiglieri”, fu sequestrata per 48 ore lo scorso 13 aprile mentre era al largo del porto di Cotonou, in Africa Occidentale. La stessa compagnia viene colpita con un nuovo sequestro nel mese di dicembre quando il mercantile napoletano “Michele Bottiglieri” viene attaccato dai pirati mentre si trova in navigazione nel golfo dell’Oman. Contro la nave viene esploso un colpo d’arma da fuoco che danneggia un’antenna satellitare. Per sfuggire all’attacco, l’imbarcazione ha messo in atto una serie di manovre riuscendo cosi’ a sfuggire agli assalitori. Una serie di casi che ha allertato anche il Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Che il 27 aprile scorso, con un voto unanime, ha chiesto a tutti gli Stati del mondo di “criminalizzare la pirateria “, con l’adozione di apposite leggi negli ordinamenti nazionali per poter perseguire legalmente i pirati catturati a largo delle coste somale.

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