Mercoledì 27 Ottobre 2021

Memorie di un’ infamia

In memorie di un’infamia, la scrittrice e giornalista messicana Lidia Cacho racconta e denuncia il sistema di sfruttamento delle donne messo in atto nel suo Paese da parte di uomini senza scrupoli. Uomini spesso molto ricchi e molto potenti. Uno di questi, Jean Succar Kuri, è stato accusato dalla Cacho di essere coinvolto in un giro di pornografia infantile e prostituzione. Il risultato è che ora lei vive protetta da una scorta federale. La vita di Lidia Cacho è cambiata nel 2005 dopo la pubblicazione dell’inchiesta Los Demonios del Eden che, con il supporto delle testimonianze delle vittime, inchiodava davanti alle loro tremende perversioni sia il famoso proprietario di alberghi Jean Succar Kuri, sia importanti esponenti politici e uomini d’affari. Lei è stata citata per diffamazione e arrestata illegalmente da un gruppo di poliziotti, picchiata e rinchiusa nel carcere di Puebla. “Quando ho pubblicato quell’inchiesta già sapevo che questo mi avrebbe messo nel mirino della mafia – ha raccontato – eppure, nella vita, ci sono momenti che ti cambiano, che ti fanno prendere una strada invece di un’altra. Nelle mie inchieste sullo sfruttamento della prostituzione ho intervistato tante ragazzine, e in loro ho scoperto moltissimo coraggio. Ma in particolare una mi disse: io te la racconto, la mia storia. Tu però giurami che non succederà più a nessun’altra bambina. Ecco, questa ragazzina stava ricreando un rapporto di fiducia con una persona adulta. E questo mi ha dato la forza per andare avanti”.
Roberto Saviano ha parlato di lei come “un modello per chiunque voglia fare giornalismo. E’ una donna di grande coraggio che ha sopportato la prigione e la tortura per difendere una minoranza che nessuno ascolta, per attirare l’attenzione sugli abusi che bambine e donne devono subire in Messico e nelle parti più povere del mondo. Ha raccolto informazioni mai venute alla luce prima, ha rischiato in prima persona facendo i nomi di politici e imprenditori”. Senza mezzi termini e senza mai essere vaga, anche negli episodi raccontati in Memoria di un’infamia, la Cacho spiega che “più dell’80 per cento delle vittime della tratta sono donne, bambine e bambini e il mercato è in crescita. L’atteggiamento che dimostrano i potenti ci dice una cosa chiarissima: che dobbiamo ricominciare a pensare a una parola che pensavamo non esistesse più e questa parola è schiavitù”.

Memorie di un’’infamia edizioni Fandango di Lydia Cacho

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