Lunedì 26 Luglio 2021

Savina Caylyn, marinai liberi dopo 315 giorni

Napoli, 21 dicembre 2011 – La Savina Caylyn è libera. La notizia battuta poche ore fa dalla agenzie era nell’aria da giorni ma solo oggi arriva l’ufficialità della liberazione della petroliera ostaggio dei pirati somali dallo scorso 8 febbraio. 315 giorni, quasi 11 i mesi di angoscia per i marittimi e le loro famiglie: 22 i marinai a bordo di cui 5 italiani: Giuseppe Lubrano Lavadera, comandante della nave, e  Crescenzo Guardascione, terzo ufficiale di coperta, entrambi di Procida ; Gianmaria Cesaro, allievo di coperta, di Sorrento; Antonio Verrecchia, direttore di macchina, di Gaeta, ed Eugenio Bon, primo ufficiale di coperta, di Trieste.
Il rilascio della petroliera di proprietà  della societa’ partenopea Fratelli D’Amato è avvenuto alle 14 ora locale (le 12 ora italiana). Immensa la gioia per i marittimi che potranno trascorrere a casa il natale. Secondo il sito Somalia Report, che cita fonti dei pirati, per il rilascio della petroliera sarebbe stato pagato un riscatto di 11,5 milioni di dollari. Il riscatto sarebbe stato pagato in due tranche: la prima, di 8,5 milioni di dollari, è stata consegnata oggi alle prime ore della mattina con un elicottero a bordo della nave. La seconda tranche, di tre milioni di dollari, è stata consegnata alle 12:30 (le 10.30 Italiane).

Il presidente del Consiglio ha espresso la sua più viva soddisfazione per il rilascio dell’equipaggio e della nave italiana. Mario Monti, si legge in una nota di Palazzo Chigi, si sente molto vicino ai cinque marinai italiani rilasciati, e alle loro famiglie, per la dura prova che hanno dovuto sopportare in questi lunghi mesi di attesa. La Savina Caylyn era stata attaccata dai pirati mentre navigava nelle acque nell’Oceano indiano, a est dell’isola yemenita di Socotra. Cinque pirati, a bordo di una piccola imbarcazione, avevano sparato raffiche di mitra e lanciato alcune granate incendiarie verso la nave, salpata dal terminal petrolifero di Marsa Bashayer, in Sudan, diretta al  porto di Pasir Gudang, in Malaysia e trasportava un carico di greggio. Nei mesi scorsi erano stati tantissimi gli appelli dei familiari alle istituzioni nazionali e internazionali affinché venissero ripresi i contatti tra la Farnesina e i pirati. Appelli a cui aveva partecipato anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris che aveva appeso uno striscione di 11 metri sul balcone di Palazzo San Giacomo. Oggi finalmente quegli appelli hanno trovato il più bello degli esiti. Ora si aspetta solo di poter rivedere i marittimi.

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