Giovedì 21 Ottobre 2021

Tutti in campo a Scampia per dare un calcio alla criminalità

Napoli, 18 febbraio 2012 – Il fischio d’inizio dà il via alla partita: a Scampia, alla periferia di Napoli, è di scena il calcio contro la criminalità, in una triangolare che ha visto giocare Ottava Municipalità, magistrati, giornalisti e giovani di Scampia. Una gara amichevole per ribadire ancora una volta che nel quartiere a nord di Napoli non c’é solo la criminalità organizzata, ma gente perbene, onesta, che ogni giorno lavora e si batte per la legalità. A vincere la prima partita, per 2 a 0,sono stati i magistrati.  La seconda partita, che ha visto sfidarsi sul campo i giornalisti e i ragazzi dell’istituto tecnico Galileo Ferraris, è stata vint adagli studenti per 2 a 1. Ex equo finale per tutti, perché a vincere sia solo la legalità. “Le persone che abitano e vivono in questo quartiere – ha affermato Federico Cafiero de Raho, procuratore della Dda di Napoli, in maglia gialla, quella della squadra dei magistrati – vogliono la legalità. Nella vita, mi ritengo un attaccante e oggi mi ispiro a Cavani per segnare un gol alla criminalità”. A ßcentrocampo, sempre nella squadra dei magistrati, Catello Maresca, giovane pm anticamorra che insieme con il collega Cesare Sicignano sostiene l’accusa nel processo contro l’ala stragista dei Casalesi. “Gioco a centrocampo – ha detto – ma come Procura tendiamo sempre a essere in attacco e devo dire che stiamo avendo buoni risultati”. In campo anche Bruno D’Urso, il magistrato che a Napoli guida l’ufficio dei Gip per il quale la partita “é l’occasione per mostrare a tutti che Scampia è composta al 99% da persone oneste ed è ingiusto che passino come conniventi della criminalità”. Ha svestito i panni del commissario di polizia e indossato quelli di commissario tecnico, Michele Spina, dirigente del Commissariato di Scampia, che ha ‘allenato’ la squadra dei consiglieri della Municipalità composta anche da suoi agenti. “A tutti dico che servono tenacia e perseveranza – ha dichiarato – e poi occorre durare un minuto in più degli altri”. Questi ‘altri’, spiega, che sono “la criminalità organizzata” che va contrastata quotidianamente.

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