Domenica 16 Maggio 2021

Arresti sanità, anziana operata per 4mila euro

Napoli, 6 marzo 2012 – Il blitz della sanità che ha portato in carcere il primario del reparto di ortopedia del Cardarelli Paolo Jannelli scoperchia un pentolone fatto di casi spesso drammatici e di pazienti invogliati ad abbandonare le cure sanitarie pubbliche e gratuite in favore di costose assistenze private. Tra i casi più gravi quello di una anziana donna di 78 anni ricoverata per una frattura scomposta e abbandonata per giorni senza che qualcuno di curasse di lei o provvedesse almeno a metterle in trazione l’arto. La donna ha riferito di aver incontrato Jannelli in ospedale in una sola occasione dove le disse che avrebbe potuto operarla solo di lì a 10 o 15 giorni a causa di lunghe liste d’attesa. Subito scattò la controproposta alla paziente: operarla in una clinica privata anche il giorno dopo, pagando circa 4.000 euro. Danaro di cui l’ anziana non disponeva e che sostengono le carte dell’accusa si sarebbe fatta prestare da un congiunto.  Tra i casi messi in luce dal blitz di Nas e Guardia di Finanza spicca anche quello di un paziente affetto da grave obesità e operato privatamente nella clinica villa del sole. Deceduto in sala operatoria, l’uomo fu trasportato al policlinico fingendo che avesse solo una crisi respiratoria. In realtà l’equipe oscurò il decesso per non compromettere l’immagine dell’istituto privato, dove aveva condotto il paziente che aveva pagato per un intervento realizzabile anche in una struttura pubblica. In quel caso secondo l’accusa i medici non tennero conto dei rischi legati alla realizzazione dell’intervento in una struttura provata dove non vi era la possibilità di mezzi e specialisti in caso di necessità o complicazioni dell’intervento disponibili invece in una qualunque struttura medica.  Sull’inchiesta interviene anche l’associazione medici dirigenti che nel condannare l’operato dei sanitari punta il dito contro chi avrebbe dovuto controllare e auspica l’intervento della magistratura per accertare che non vi siano responsabilità di tipo organizzativo anche nel determinare i tempi di attesa per i pazienti.

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