Martedì 20 Aprile 2021

Stipendi ridotti e a rate per evadere il fisco

Napoli, 12 marzo 2012 – In busta paga lo stipendio supera i 1.000 euro. In realtà il lavoratore intasca poco più della metà. Il fenomeno degli stipendi falsati è da tempo una piaga che mette in ginocchio centinaia di lavoratori soprattutto al Sud, soprattutto a Napoli. Ma dallo scorso 6 di dicembre al puzzle di escamotage per risparmiare sulla pelle dei propri dipendenti si è aggiunto un ulteriore tassello: ovvero la prassi di far risultare falsi acconti in busta paga di importi inferiori ai 1.000 euro, soglia quest’ultima oltre la quale qualunque pagamento deve essere effettuato tramite tracciabilità bancaria, come stabilito appunto dal Governo Monti nella norma di dicembre. Dalle denunce pervenute soprattutto ai sindacati dei lavoratori emergono casi drammatici di lavoratori operanti soprattutto nella piccola e media distribuzione e nell’abbigliamento costretti a sottostare a pagamenti molto più bassi rispetto alla busta paga e vedere dilazionato inoltre l’importo risultante sulle carte. Con questo sistema non è più neppure possibile chiedere un prestito e in molti hanno scoperto lo stratagemma di frode proprio dopo essersi visti negare anche piccoli finanziamenti. I numeri parlano chiaro: solo a Napoli su 2.020 aziende controllare, 1.837 risultavano irregolari e di queste 1.006 erano in nero. Il lavoro irregolare si concentra soprattutto nel terziario, seguito da edilizia, industria e agricoltura. I dati sono ora contemporaneamente al vaglio di inps e guardia di finanza anche se il primo passo resta comunque la denuncia da parte dei lavoratori che molto spesso però sono costretti ad accettare perché non riescono a trovare nulla di meglio.

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