Sabato 25 Settembre 2021

Lavitola, fondi al quotidiano L’Avanti!: blitz della Finanza a Palazzo Chigi

Napoli, 18 aprile 2012 – E’ la truffa all’editoria quella sulla quale si punta a fare chiarezza. 23 milioni di euro erogati in dodici anni al quotidiano L’Avanti, uno dei due nuovi fascicoli a carico di Valter Lavitola, già direttore proprio dello storico giornale socialista. Questa mattina gli uomini del nucleo tributario della Guardia di Finanza, su mandato della procura della Repubblica di Napoli, hanno sequestrato due milioni e mezzo di euro al Dipartimento per l’editoria della presidenza del consiglio dei ministri. Un vero e proprio blitz dei finanzieri a Palazzo Chigi. Si tratta dei fondi già concessi ma non ancora erogati all’Avanti e relativi all’anno 2010. Il provvedimento è parte dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Valter Lavitola, consegnatosi lunedì mattina alle autorità italiane, e alla richiesta di arresti domiciliari recapitata a Palazzo Madama a carico del senatore Pdl Sergio De Gregorio. Per  entrambi l’accusa è di associazione a delinquere.
Dalle indagini è emerso che per oltre dieci anni – dal 1997 al 2009 – l’editrice International Press ha ottenuto contributi pubblici per la cifra complessiva di oltre 23 milioni attraverso il ricorso a fatture per operazioni inesistenti e documenti falsi, per prestazioni mai eseguite, per “gonfiare” la tiratura del giornale e per sovradimensionarne la diffusione. Il falso ricorso alle cosiddette “vendite in blocco” e allo “strillonaggio”, poco o per nulla tracciabili rispetto alle vendite in edicola e agli abbonamenti, rappresenterebbe un’altra delle modalità con cui L’Avanti ha conseguito i requisiti di ammissibilità al finanziamento pubblico. La società editrice, inoltre, secondo l’accusa, per ostacolare eventuali forme di controllo, ha cambiato più volte nel tempo la denominazione sociale, la compagine societaria e la sede. I soldi pubblici così ottenuti, sostengono i pm di Napoli, in gran parte sarebbero poi stati trasferiti su una serie di conti esteri, come ha rivelato un redattore dell’Avanti che sarebbe stato costretto da Lavitola a compiere alcune di queste operazioni.

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