Mercoledì 27 Ottobre 2021

Soldi per la strada mai realizzata, 4 arresti

Salerno, 12 aprile 2012 – La Provincia paga, e tanto. Ma i lavori, profumatamente paganti, non verranno mai eseguiti. Per un totale spese fantasma pari a un milione e mezzo di soldi veri. Scattano le indagini, che conoscono il loro epilogo questa mattina, con l’arresto di quattro persone: in manette ci finisce un imprenditore, Luigi Di Sarli, un funzionario di Palazzo Sant’Agostino, sede della Provincia di Salerno, Gerardo Volpe, e due bancari, Angelo Truono e Mario Giacobbe, entrambi dipendenti dell’Istituto di credito tesoriere dell’amministrazione provinciale. Tutti destinatari di altrettante ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari a conclusione della fase due dell’inchiesta denominata “Ghost roads 2”, strade fantasma. La prima tornata di indagini, scaturita dalla denuncia del sindaco Angelo Vassallo, il primo cittadino di Pollica assassinato nel marzo 2011. Quella volta in manette ci finirono tre imprenditori e tre dirigenti di Palazzo Sant’Agostino. Questa volta le indagini hanno preso di mira le opere per la costruzione della Strada provinciale 108, arteria che collega i comuni tra Casalvelino e Pollica. I lavori non sono mai stati realizzati, ma le somme erogate in più tranche sarebbero state puntualmente intascate. La Finanza ha accertato inoltre almeno altri 12 casi di erogazione di denaro per lavori pubblici “fantasma”. Tra questi tre lussuosi appartamenti a Salerno, due garage, locali e terreni tra Montecorice, Teggiano e Giffoni, oltrjhjhjyhkhke a un ingente patrimonio suddiviso tra conti correnti, libretti di deposito e titoli. Tutti nella disponibilità dell’imprenditore Luigi di Sarli. Per l’accusa il denaro usciva dalle casse della Provincia grazie a mandati di pagamento falsi, redatti ad hoc dal funzionario e liquidati a Di Sarli dai due banchieri, nonostante il destinatario dei soldi fosse formalmente un’altra persona, arrestata nell’inchiesta del marzo scorso. Oltre agli arresti, sono stati sequestrati beni mobili e immobili per un valore di oltre sei milioni di euro. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al peculato aggravato e continuato e al falso ideologico continuato in atto pubblico.

 

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