Domenica 3 Luglio 2022

Caso Benedetto Croce: Saviano chiede i danni alla nipote dello scrittore

Napoli, 18 maggio 2012 – Non si placano le polemiche per il caso Croce, che vede coinvolti lo scrittore di Gomorra, Roberto Saviano e il Corriere del Mezzogiorno. Oggi si aggiunge un nuovo tassello: ad essere citata per danni anche Marta Heringer, nipote di Benedetto Croce. Ma andiamo con ordine. Tutto ha inizio nel 2010 quando in apertura della trasmissione Vieni via con me, Saviano racconta la storia di Benedetto Croce che 17enne avrebbe pagato 100mila lire all’uomo che gli salvò la vita quando lo scrittore fu sepolto dalle macerie durante il terremoto di Casamicciola del 1883, in cui persero la vita i suoi familiari. Le fonti di Saviano fanno riferimento ad un articolo del 1950 del giornalista Ugo Pirro che a sua volta si rifà a fonti anonime. Sul caso intervenne la Herling, che mise in dubbio il racconto asserendo che l’unico testimone, Croce non ha mai parlato dell’episodio. Certo il dubbio è lecito ma, disse la Herling dalle colonne del Corriere, “Saviano ha inventato la storia di sana pianta”. Da qui la denuncia dello scrittore, “le parole della Herling danneggiano la mia reputazione” e la maxi richiesta di risarcimento al quotidiano napoletano per la cifra record di 4 milioni e 700mila euro. Oggi un nuovo pezzo dell’intricato puzzle: «Siamo in causa con Roberto Saviano. Non c’è nient’altro da aggiungere», annuncia la Herling che conferma di essere tra i destinatari dell’azione civile intentata dallo scrittore. I  quattro milioni di risarcimento per danni non patrimoniali e 700 mila per danni patrimoniali vengono chieste complessivamente ai vari responsabili della «campagna», tra cui appunto Marta Herling, il rappresentante legale dell’Editoriale del Mezzogiorno, la Rai e il vicedirettore del Tg1 Gennaro Sangiuliano. Marta Herling avrebbe messo su, secondo i legali di Saviano, «un vero e proprio impianto accusatorio ai danni del lo scrittore». I giornalisti, invece, «non hanno adempiuto all’obbligo di verificare quanto riferito dalla propria fonte». E’ singolare tuonano da più parti che proprio Saviano fautore della libertà di espressione intenti una causa del genere. Interpellato anche su Twitter, Saviano non risponde, parla d’altro alla sua solita maniera lasciando a bocca asciutta chiunque gli chieda un forse doveroso commento sulla vicenda.

 

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