Giovedì 11 Agosto 2022

Crack Deiulemar, l’ex ad muore durante perquisizione

Torre del Greco, 9 maggio 2012 – Il “capitano” è stato, lui solo, un vanto per la città e i suoi residenti. Un simbolo di appartenenza, un privilegio per i suoi concittadini, che a lui si sono sempre rivolti dandogli del tu. Caduta e ascesa di Torre del Greco, ecco cosa è stato, in oltre mezzo secolo, Michele Iuliano, tra i fondatori e, fino a qualche mese fa, amministratore unico della Deiulemar, società armatoriale per molti anni quarta in Europa, oggi alle prese con un buco di oltre 800 milioni di euro investiti da 13mila obbligazionisti sprovvisti dei loro investimenti. La società è stata dichiarata fallita appena sette giorni fa. Il capitano è morto questa mattina mentre, nella sua lussuosa villa, era in corso una perquisizione della Guardia di Finanza. Aveva 88 anni. Per i suoi legali, non avrebbe retto allo stress. Lo ha colto un infarto, mentre, a quanto raccontano, chiacchierava amabilmente con un sottufficiale della Finanza che comandava le operazioni di perquisizione. Le fiamme gialle, che agivano su mandato della Procura di Torre Annunziata, dovevano recuperare alcuni file nel computer del comandante e intorno alle 8 hanno bussato alla porta della villa sulla strada per il Vesuvio. Stavano prendendo il caffè con la moglie di Iuliano, Gina Lembo, e la figlia Giovanna, quando il capitano si è sentito male e si è accasciato su di una sedia. Vana la corsa in ospedale. Scompare un simbolo. L’uomo che, assieme agli esponenti delle famiglie torresi Lembo e Della Ratta (da qui l’acronimo Deiulemar), ha fondato e diretto la società nella quale tutta Torre del Greco ha investito. La stessa cittadina che oggi vede incenerire ogni soldo speso in obbligazioni. Guadagni di una vita. Appena una settimana fa la compagnia di navigazione di Torre del Greco è stata dichiarata fallita dalla sezione fallimentare del tribunale di Torre Annunziata, che ha accolto l’istanza presentata da sette creditori, bocciando di fatto la proposta di concordato preventivo avanzata lo scorso 18 aprile dai vertici societari. Negli ultimi mesi sono state numerose le manifestazioni di protesta, caratterizzate da grande tensioni, organizzate dalle migliaia di obbligazionisti. Un crack dal finale tutto da compilare e che oggi ha scritto una delle sue pagine più tragiche.

 

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