Mercoledì 30 Novembre 2022

Falsi invalidi per finanziare il clan Stolder coi soldi dell’Inps: 56 arresti

Napoli, 16 maggio 2012 – Per anni hanno percepito pensioni di invalidità non avendone i requisiti. E il denaro ottenuto dall’Inps, non l’hanno intascato per sopravvivere o arrotondare le entrate di famiglia. Tutt’altro. Perché quel denaro l’hanno ottenuto grazie a carte “messe apposto” dalla camorra. E alla camorra, in toto o in buona percentuale, deve tornare. L’equazione è questa, allora: per anni il denaro dell’Inps è stato reinvestito nelle attività della camorra. La camorra del centro storico, quella dei vicoli di Forcella. Quella che ha cognomi sempre vecchi, ma non per questo meno famigerati. Un tempo erano i Giuliano. Oggi ancora resistono gli Stolder. Falsi invalidi, si diceva. Nuovo capitolo e nuova raffica di arresti. Carabinieri all’alba nelle stradine a ridosso di via Duomo, nel cuore del quartiere Pendino, per un’operazione da 56 arresti, oltre al sequestro di 16 appartamenti, 170 conti correnti, 3 terreni e 100 tra auto e moto. Beni per due milioni, a tanto ammonta il danno provocato all’Inps.

L’epilogo all’alba, con vicoli illumitati dai lampeggianti delle gazzelle dell’Arma. Ed eccoli uscire i vecchi volti, i vecchi nomi. Eccola la madrina, Assunta Stolder (nella foto), sorella del boss detenuto Raffaele e mamma di Nunzia, consigliera municipale in quota Pdl. Dopo le formalità di rito, donna Assunta è stata riaccompagnata a casa: per lei il provvedimento è ai domiciliari. Nell’elenco delle persone colpite da ordinanza c’è pure Patrizia Ferriero, che del padrino è la consorte: a quest’ultima,  arrestata nei giorni scorsi per associazione camorristica, la misura cautelare è stata notificata in carcere. Ferriero è la madre di Nunzia Stolder, eletta negli anni scorsi nelle liste del Pdl nel consiglio della Quarta Municipalità.

Le accuse, a vario titolo, sono di truffa aggravata, contraffazione di sigilli, falso ideologico e materiale, distruzione di atti. Quattro le persone finite in galera, per le altre 52 il gip ha concesso il beneficio dei domiciliari.

I destinatari della misura cautelare emesse dal gip sono persone che, mediante falsa documentazione, hanno indebitamente ottenuto pensioni di invalidità, comprensive di indennità di accompagnamento, causando all’Inps un danno di oltre 2 milioni di euro. Nel corso delle indagini si è verificato anche un tentativo di ostacolare l’attività degli inquirenti, realizzato mediante la distruzione di documentazione medica e amministrativa contraffatta.

L’operazione è solo l’ultimo atto, ma c’è da giurare che ce ne saranno altri, di indagini scattate nel 2009 che hanno portato, fino ad ora, all’arresto di 287 persone e al sequestro di beni per oltre dieci milioni di euro. Operazioni che non hanno scoraggiato la corsa dei falsi invalidi, se solo si pensa che da gennaio 2010 ad oggi sono state 359mila le richieste di pensioni. Ma di queste l’Inps ha ritenuto veritiere appena 34mila domande.

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