Martedì 26 Marzo 2019

I segreti dei Girolamini: libri antichi venduti in America. Cinque arresti, in cella anche l’ex direttore De Caro

Napoli, 24 maggio 2012 – L’uomo dai titoli millantati sosteneva di essersi laureato a Siena, di aver insegnato all’Università di Verona, di essere stati consulente del bibliotecario del Vaticano, di pubblicato libri su Galilei. Di certo si sa oggi che i libri di Galilei sono quelli che ha donato all’Universidad Abierta Interamericana, per ottenere l’unica laurea che risulta possedere. Oltre a chissà quanti quattrini per aver smerciato migliaia di opere di enorme valore conservate nelle stanze segrete dei Girolamini. Da questa mattina Massimo Marino De Caro, direttore dimissionario della storica biblioteca dei Tribunali, è agli arresti. Lui e altre quattro persone. In manette anche due cittadini argentini, una polacca e il veronese Mirko Camuri. Un decreto di perquisizione è stato notificato anche a Maria Grazia Cerone, di 31 anni, collaboratrice del senatore del Pdl Marcello Dell’Utri. In realtà il direttore i cui titoli fantasma li ha smascherati un’inchiesta del Corsera, si era autosospeso dall’incarico subito dopo la scoperta della sparizione dei volumi, lo scorso 19 aprile, a due giorni dalla  prima svolta nell’inchiesta sul furto di migliaia di libri dalla storica biblioteca dei Girolamini. In un deposito in provincia di Verona, già sequestrato nelle scorse settimane, i carabinieri trovarono un migliaio di libri antichi,  duecentoquaranta dei quali trafugati dalla struttura di via Duomo, come si evince dai timbri. Verona, città di residenza di De Caro. Nell’occasione, sostenne che i libri erano sotto la sua tutela. Così potrebbe spiegare anche le immagini che lo immortalano mentre porta via da via Duomo dei pacchi pieni di vecchi e preziosi volumi. Già, perché tutt’altro hanno scoperto i carabinieri per la tutela del Patrimonio artistico, a conclusione di indagini scaturite da una denuncia dello storico dell’arte, Tomaso Montanari, dopo aver dedicato una visita alla Biblioteca, ricca di oltre 150 mila manoscritti e volumi, accusando di averla trovata in preda al disordine. Ne è nata una petizione, firmata da centinaia di intellettuali, spedita al ministro della cultura Ornaghi. L’ultima accelerata quando i carabinieri hanno ottenuto dal conservatore don Sandro Marsano – finito nell’elenco degli indagati – la chiave per accedere, all’ala nascosta e, fino ad allora, inaccessibile dei Girolamini. Sette stanze una dentro all’altra piene zeppe di materiale da analizzare. Migliaia di libri, ma anche documenti di chissà quale immenso valore storico. Segreti, da decifrare, un valore tutto da calcolare. Concrete, al momento, sono le responsabilità: peculato e distruzione di documenti, a epilogo del continuo saccheggio di volumi preziosi dalla biblioteca che fu tanto cara a Giambattista Vico. Per De Caro l’accusa è di aver trafugato molti libri antichi sottraendoli a un patrimonio di circa centosessanta mila testi tra volumi, opuscoli religiosi e letterari del Seicento e del Settecento. In realtà, da alcuni documenti sequestrati, si evince che molti testi sono già stati venduti anche all’estero, in particolare negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Giappone. E che difficilmente torneranno in patria.

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