Venerdì 19 Agosto 2022

La villa New Age del primogenito del padrino

Casal di Principe, 4 maggio 2012 – Risultava un’abitazione popolare ma era in realtà un mega villa su due livelli per circa 300 metri quadrati di puro lusso. La villa di Nicola Schiavone, figlio del più noto Francesco detto Sandokan boss dei Casalesi confiscata e sgombrata questa mattina racchiudeva un vero e proprio tesoro d’arte contemporanea. Valore complessivo dell’abitazione 1 milione e duecento mila euro. Un museo del design dietro quelle pareti esterne nemmeno troppo sfarzose. E’ l’interno che lascia senza fiato: almeno dieci i quadri di pittori contemporanei famosi e dal elevato valore economico. Nel bunker dorato Schiavone sedeva su sedie Frau, del costo di circa 1000 euro cadauna, ammirava pareti ricoperte di mosaici in vetro di murano, come quello del bagno padronale di Nicola e la moglie e camminava su parquet in radica di noce. Le tre camere da letto e i cinque bagni erano arredate con mobili del valore complessivo di oltre 300 mila euro ed erano dotate di ogni confort, a partire da mega schermi della grandezza minima di 40 pollici. Anche negli armadi gli uomini del Gico hanno ritrovato un vero e proprio patrimonio in abiti e accessori di lusso, scarpe, camicie e cravatte tutte rigorosamente griffate. Per i figli, l’erede di Sandokan aveva fatto costruire nel giardino di casa una dependance utilizzata come ludoteca protetta da occhi indiscreti grazie a piante alte almeno quattro meni. Ma a difendere la privacy di Schiavone junior c’era anche un sofisticato sistema di videosorveglianza con telecamere puntate verso il cielo pronte a catturare eventuali movimenti che presagissero blitz dall’alto. Uno sfarzo ubicato proprio alle spalle del Palazzo del Municipio di Casal di Principe. Sequestrata nel 2010 la villa è stata oggi sgombrata solo grazie all’intervento di personale e mezzi del Genio Militare: secondo una nota della Procura di Napoli, infatti nessuna ditta privata ha voluto eseguire le operazioni di sgombero per paura di eventuali ritorsioni. Per lo stesso motivo i beni confiscati saranno trasferiti in un deposito segreto per la successiva vendita.

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