Martedì 4 Ottobre 2022

“Ci mandano gli amici, mettiti a posto”: il gergo del racket Casalese

Aversa, 5 giugno 2012 – “Servono per le famiglie dei carcerati”, “Ci mandano gli amici di San Cipriano” e “Mettevi a posto”. E’ questo il gergo del racket firmato Casalesi, messo in atto ai danni di imprenditori dell’agro aversano dal clan camorristico casertano. Oggi un nuovo duro colpo al gruppo Schiavone, legato al boss Francesco detto Sandokan. Dopo gli arresti di ieri al termine di indagini concentrate sull’estorsione ai danni di gestori di stabilimenti balneari della Domiziana, oggi una nuova ondata di manette. L’accusa anche in questo caso è di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Nelle prime ore di questa mattina i carabinieri del reparto territoriale di Aversa hanno eseguito dieci ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti affiliati del clan casertano. Agli arresti si è arrivati a seguito di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea. Indagini che hanno portato alla luce il nuovo assetto criminale dopo gli ultimi arresti al clan dei Casalesi. Secondo quanto accertato attraverso l’uso di intercettazioni telefoniche e ambientali la famiglia Venosa operante nell’agro aversano utilizzava per le estorsioni metodi particolarmente violenti approfittando, scrivono gli investigatori del fitto muro di omertà delle vittime. Tre i periodi usuali in cui venivano messe in atto le operazioni di racket: Natale, Pasqua e Ferragosto . le parole utilizzata dai criminali erano tanto subdole quanto inequivocabili. Ruolo preminente proprio quello della famiglia di San Cipriano di Aversa attualmente delegata per conto dei Casalesi a raccogliere i proventi delle estorsioni da far confluire poi nelle casse del clan.

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