Lunedì 27 Giugno 2022

Imprenditore ucciso in auto con un colpo alla testa, è giallo

Marcianise, 23 giugno 2012 – E’ mistero sul movente dell’omicidio di Paolo Moretta, cinquantatreenne imprenditore di Marcianise (Caserta) trovato morto nella sua auto questa mattina intorno alle 8. La vettura, una jeep, era in una stradina di Pineta Prisconte, un’area residenziale ubicata nei pressi del fiume Agnena a Mondragone, una volta villaggio turistico e roccaforte del clan camorristico dei La Torre, oggi complesso di case, abitate per lo più in estate, abbandonato a sé stesso e spesso dimora di latitanti e spacciatori.
L’uomo è stato ucciso con un colpo di arma da fuoco sparato all’altezza dell’occhio destro; il medico legale intervenuto sul posto, dopo aver stabilito che il decesso risale probabilmente alla serata di ieri, in un orario compreso tra le 19 e le 22, non ha potuto rilevare il calibro del proiettile utilizzato, non essendo stato rinvenuto foro d’uscita. Sarà l’esame autoptico a fare chiarezza su questo punto punto. Quel che è certo è che Moretta è morto sul colpo al suo posto di guida. Il cinquantatreenne pare stesse tornando a casa dopo una giornata passata nel piccolo rimessaggio di barche di Pineta Prisconte di sua proprietà; indossava, infatti, ancora gli abiti da lavoro quando ha incontrato il suo assassino. Le modalità dell’omicidio, in particolare il colpo alla testa, fanno pensare ad un agguato della criminalità organizzata anche se, al momento, non sono stati rilevati dai carabinieri che conducono le indagini elementi concreti idonei a rafforzare tale ipotesi: questa mattina sul posto, con i militari della locale compagnia e il pm di turno della Procura di Santa Maria Capua Vetere, sono infatti arrivati anche gli investigatori del Reparto Operativo di Caserta proprio alla ricerca di riscontri su un’eventuale matrice camorristica. Moretta, comunque, non risulta avesse mai presentato denunce per tentativi di estorsione subiti da emissari dei clan, e aveva solo piccoli precedenti penali connessi alla sua attività, tra cui l’abusivismo edilizio e il furto di energia elettrica. La sua famiglia risiede a Marcianise, ma l’imprenditore, specie durante la stagione estiva, spesso si appoggiava in una villetta di Pineta Prisconte. L’auto con il cadavere è stata infatti ritrovata a poche centinaia di metri dall’abitazione in una stradina molto isolata. E’ probabile che chi lo ha ucciso conoscesse molto bene la zona, attraversata da un dedalo di viuzze. Al momento gli investigatori non escludono alcuna pista.

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