Martedì 21 Maggio 2024

Narducci: “Lascio perchè non c’è discontinuità con il passato.”

 Napoli, 19 giugno 2012- E’ durata un anno l’avventura politica di Pino Narducci, pm di punta della procura napoletana con all’attivo inchieste sulla camorra e grande accusatore nel processo che ha visto alla sbarra il mondo del pallone. Assessore di punta con delega alla legalità nella giunta messa in piedi a Napoli dal suo ex collega in procura Luigi De Magistris, Narducci ha sbattuto la porta dimettendosi al termine di una anno cominciato con le polemiche con la magistratura contraria alla sua discesa in campo e una serie di dissidi con De Magistris culminate con la rottura definitiva. Divergenze sottolineate nella missiva che l’ex componente della giunta ha inviato al sindaco De Magistris. Diversità di vedute,  si legge, divenute sempre più profonde soprattutto in occasione di alcuni momenti importanti della azione amministrativa: la discussione sulla utilizzazione di forme di lavoro temporaneo nel ciclo dei rifiuti e poi, in particolare, sulle assunzioni di lavoratori a tempo indeterminato effettuate dalla società partecipata Asia spa; e poi ancora la questione Romeo, altro delicato tema quello della  corretta ed equilibrata definizione del rapporto con il privato che, ormai da moltissimi anni, gestisce il patrimonio immobiliare dell’ente, concretizzatasi attraverso la adozione di delibere che, Narducci non ha condiviso; Insomma centrali questioni riguardanti gli assetti che, dal prossimo dicembre, dovranno essere assicurati alla gestione del patrimonio del comune di Napoli per permettere all’ente di riprenderne, pienamente, il controllo:  questioni sulle quali Narducci ha manifestato opinioni “minoritarie”; infine le tensioni, infine, che hanno accompagnato l’adozione della deliberazione inerente la ricognizione dei residui attivi che provocano le maggiori sofferenze economiche dell’ente. “Queste dinamiche, a mio parere”, dichiara l’ex assessore più di altre, “sembrano collocarsi su una linea di assoluta continuità con vecchie logiche del passato, logiche che ritenevo, nella nuova situazione, non potessero più riproporsi.”

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