Domenica 14 Agosto 2022

Non c’è pace per i Girolamini: altri 2 arresti. Nuove accuse all’ex direttore De Caro

Napoli, 9 giugno 2012 – Si volta pagina. E lo si fa pure a ritroso. Insomma, non c’è pace per i Girolamini e per l’annessa biblioteca Oratoriana annessa allo storico complesso dei Tribunali. Sei nuove ordinanze e ancora due arresti sono stati eseguiti nell’ambito dell’inchiesta sulla sparizione di migliaia di testi antichi e di valore. Nell’ordine, quattro dei sei provvedimenti emessi dal Tribunale di Napoli su richiesta dei magistrati che conducono da tempo l’indagine, sono stati notificati in carcere all’ex direttore della biblioteca Marino Massimo De Caro, e ai suoi presunti o sedicenti collaboratori, Alejandro Eloy Cabello, Mirko Camuri e Viktoriya Pavlonskiy, tutti già finiti agli arresti il 24 maggio scorso, nel contesto della medesima indagine, mentre altre due persone, Federico Roncoletta e Marco Ceriani, sono stati arrestati nelle loro abitazioni di Verona. Presunti collaboratori di De Caro, anche questi ultimi, nell’ipotizzata associazione per delinquere che si sarebbe attivata da tempo per far sparire i preziosi libri dalla biblioteca e venderli in aste private in tutto il mondo. Sul capo del quartetto arrestato a epilogo della prima fase d’inchiesta pendeva l’accusa di peculato. Nella nuova ordinanza, a tutti viene ora contestato il reato di associazione per delinquere e, dopo un più accurato conteggio dei volumi ritrovati e sequestrati, il peculato per 2.200 libri, cui potrebbero aggiungersi alcune altre centinaia di testi sotto sequestro presso una casa d’aste in Germania. Reati in parte ammessi dalle stesso direttore De Caro, che nel primo interrogatori investigativo ha confessato di aver preso quei libri, pur provando a giustificarne il massiccio spostamento con la necessità di effettuare una disinfestazione nei locali dei Girolamini. Una tesi che non ha mai convinto i magistrati, secondo i quali portare comunque da uno scaffale all’altro o magari da una sala all’altra tanti volumi insieme “è un comportamento contrario a ogni norma di biblioteconomia, che ha avuto come risultato una confusione indicibile e l’impossibilità di rintracciare i testi”. C’è molto ancora da chiarire, dunque. Mentre è recente il cambio di gestione del complesso, con la nomina Mauro Giancaspro alla direzione della Biblioteca, di cui è stato custode giudiziario dopo gli sviluppi dell’inchiesta sui misteri dei Girolamini.

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