Lunedì 27 Giugno 2022

La mozzarella del clan, Mandara torna libero. Il Riesame annulla l’ordinanza

Napoli, 31 luglio 2012 – La svolta, come si dice, è di quelle clamorose. Svolta nell’inchiesta sul  re delle mozzarelle, Giuseppe Mandara, accusato di aver edificato il suo impero sui soldi del clan La Torre, ma pure di contraffazione di prodotti latteari. Da oggi l’uomo attorno al quale ruota l’intera indagine è un uomo libero. Giuseppe Mandara è stato scarcerato, grazie alla decisione dei giudici del Riesame che hanno annullato l’ordinanza emessa 17 luglio scorso nei confronti dell’imprenditore caseario e del suo collaboratore, Vincenzo Musella. I due, insieme ad altri due imputati agli arresti domiciliari, sono tornati in libertà. Cadute le accuse di legami con la camorra di Mondragone, ma anche quelle di alcune partite contraffatte di prodotti. Una decisione che arriva a una settimana dall’ultimo interrogatorio di Mandara, nel quale il principale imputato era tornato a battere su un punto in particolare: l’odio nutrito nei suoi confronti da parte del boss pentito Augusto La Torre. “Ho sempre subìto le sue richieste estorsive, ho sempre sopportato le sue pressioni”, le parole di Mandara ai pm. Secondo il re della mozzarella, il padrino lo detestava perché aveva avuto il coraggio di denunciarlo.

Nell’ordinanza, i magistrati del pool antimafia avevano provato a ricostruire il trentennale rapporto tra la famiglia dei Mandara e quella dei compaesani La Torre. A cominciare dal boom imprenditoriale dell’azienda casearia Mandara grazie – secondo la Dda di Napoli – ai soldi messi sul piatto da Tiberio La Torre prima e dal figlio Augusto poi. Di almeno settecento milioni di lire il prestito iniziale. Soldi serviti a risanare e rilanciare il destino imprenditoriale della ditta casearia ma che, secondo l’imprenditore, sono frutto di emissione di cambiali ipotecarie. “Se fosse vero il racconto di Augusto La Torre – ha sostenuto Mandara davanti ai magistrati – avremmo avuto soldi freschi da mettere sul piatto del risanamento. Così non è stato, abbiamo pagato fino all’ultima cambiale”.

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