Domenica 3 Marzo 2024

Pontili abusivi, sequestri a Santa Lucia. Nel mirino anche i “guardabarche”

Napoli, 18 settembre 2012 – Si allarga l’inchiesta sui pontili abusivi si allargano a vista d’occhio. Coinvolgendo sempre più nomi e rinforzando la lista dei reati e delle responsabilità. Si era partiti da Mergellina, oggi siamo al tratto d’acqua che ospita barche ormeggiate di fronte la Rotonda Nazario Sauro, fino alle imbarcazioni nel tratto di mare al cospetto di via Santa Lucia. Questa mattina c’è stato un nuovo blitz dei carabinieri e della Capitaneria di Porto. Indagine che questa volta punta anche a stanare vecchi e leggendari figuri del porticcioli napoletano. Sono i parcheggiatori abusivi del mare. Una sorta di guardabarche, visto che i colleghi di terra si definiscono guardamacchine.
Frattanto, sale il numero degli indagati. Secondo quanto emerge dal provvedimento di sequestro preventivo firmato dai pm Corona e Woodcock: ai primi nomi finiti nell’indagine di sette giorni fa, ovvero Antonio Siciliano, Adolfo Dello Russo e Gaetano Pollio, amministratori legati alla “Caracciolo ormeggiatori srl”, sotto inchiesta con l’accusa di aver aggirato un’interdittiva antimafia del 2007, ecco spuntare nuovi nomi coinvolti nelle indagini per occupazione abusiva: si tratta di Salvatore Scognamiglio, presidente del consorzio ormeggiatori storici lungomare di Santa Lucia, Anna Marra, amministratrice unica della società consorziata Santa Lucia, Carmine Barattolo (presidente del consiglio di amministrazione della coop Santa Lucia Lo Squalo) e Antonella Marra, quale socio della “Star Boat”.

Un’indagine che, oltre ai controlli dei carabinieri e alle verifiche via mare della Capitaneria di Porto, si è avvalsa anche di rivelazioni di un collaboratore di giustizia. Il pentito in questione è Gennaro Panzuto, per anni affiliato al clan Piccirillo, zona Torretta, ovvero la camorra che direttamente controlla l’affare pontili. Il verbale porta la data del 20 marzo scorso. Ad ascoltare Panzuto c’è il pm Henry John Woodcock. È appena esploso lo scandalo di Villa del Sole, il primario ortopedico è in carcere accusato di concussione per i pazienti dirottati dal reparto del Cardarelli. Panzuto rivela: “Andammo dal professor Paolo Iannelli per chiedergli di interessarsi e di intervenire su alcuni suoi amici politici in relazione all’assegnazione ad un consorzio controllato dal nostro clan di uno dei pontili dove sono ormeggiate le barche nel porto di Mergellina”. Su una cosa Panzuto è chiaro. “Paolo Iannelli era legatissimo sia a Rosario Piccirillo (ovvero il boss, ndr) sia al fratello Ciro. Il clan controllava un consorzio interessato alla gestione di uno dei pontili. Piccirillo mandò me e Ciro Piccirillo a chiedere a Iannelli un aiuto politico. Mi risulta – conclude Panzuto – che successivamente il consorzio facente capo a Piccirillo si sia aggiudicato la gestione di uno dei pontili di Mergellina gestito dalla famiglia Dello Russo”. La Procura attende di chiarire chi siano i politici cui si sarebbe rivolto Iannelli.

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